Carne agli ormoni e riso ai pesticidi: l’Ue deve intensificare i controlli

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Carne agli ormoni e riso ai pesticidi: l’Ue deve intensificare i controlli

Una mobilitazione estesa mette al centro la sicurezza alimentare e la trasparenza dell’origine dei prodotti importati dall’estero, chiedendo controlli più severi, etichette chiare e standard comuni. L’azione coinvolge agricoltori provenienti da Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che mirano a garantire condizioni di concorrenza leale e una piena tracciabilità lungo tutta la filiera agroalimentare.

controllo e trasparenza sui prodotti agroalimentari extra ue

Controlli rafforzati sui prodotti provenienti da paesi extra Ue diventano un tratto centrale della protesta, con richieste mirate a una verifica più accurata delle condizioni sanitarie e ambientali. La trasparenza sull’origine dei prodotti è ritenuta essenziale per evitare pratiche meno rigorose rispetto agli standard europei.

etichettatura e origine obbligatoria

Viene proposta l’etichettatura obbligatoria europea e l’abolizione del codice doganale dell’ultima trasformazione, che consente di attribuire agli alimenti l’origine italiana anche quando non corrisponde a realtà. Si sostiene che l’attuale sistema favorisca una concorrenza sleale e penalizzi le imprese europee, minando la sicurezza alimentare in un contesto di scelte comunitarie ritenute troppo permissive.

confronto tra eccellenze regionali e importazioni estere

Nell’allestimento della manifestazione è stata allestita una tavola simbolica che confronta eccellenze regionali, come il riso Carnaroli e la carne di razza piemontese, con prodotti esteri che entrano in Europa senza garanzie equivalenti. Si evidenziano casi in cui sostanze vietate nell’Unione Europea hanno accompagnato l’ingresso di alcuni prodotti stranieri, sottolineando la necessità di standard comuni e controlli uniformi.

dati e tendenze delle importazioni extra ue in Piemonte

Nel 2024 il valore delle importazioni da Paesi extra Ue ha raggiunto 2,8 miliardi di euro per la regione piemontese; nei primi nove mesi del 2025 si registrano crescite a due cifre, con un aumento del circa 30%. Questi dati alimentano la richiesta di regole più chiare e di misure che assicurino una reciprocità di standard tra l’UE e i Paesi extra Ue.

carne bovina e standard di controllo

Per quanto riguarda la carne bovina, nel 2024 l’Italia ha importato 377 milioni di chilogrammi dall’estero, di cui 32 milioni di chili erano congelati. Nel 2025 l’import complessivo è cresciuto del 3%, mentre la quota di carne congelata ha segnato un +30%. Si nutrono preoccupazioni riguardo all’uso di antibiotici e promotori della crescita in Paesi extra UE, oltre alle carenze nei controlli sugli ormoni vietati in Europa.

riso e conformità sanitaria

Anche sul fronte del riso la situazione richiama attenzione: nel 2024 sono stati importati circa 300 milioni di chili, con la quasi totalità proveniente dall’Asia. Nei primi dieci mesi del 2025 si registra un incremento del 9%, mentre sostanze proibite nell’Unione Europea sono state individuate in riso proveniente da India e Paraguay.

regime tariffario, dumping e competitività

Un tema chiave è il regime di dazio zero che riguarda circa il 60% delle importazioni di riso. Dal 2009, grazie al regime Everything but arms (Eba), le importazioni sono passate da 9 a quasi 50 milioni di chili, alimentando fenomeni di dumping legati all’uso di pesticidi vietati e a sospetti di sfruttamento del lavoro minorile. Il tema della competitività resta centrale, con richieste di regole comuni che salvaguardino la salute dei consumatori e i redditi degli agricoltori europei.

reciprocità e sede dell’autorità doganale europea

Le istanze prevedono l’applicazione del principio di reciprocità, affinché gli standard di sicurezza e sostenibilità valgano in egual modo per tutti, indipendentemente dal Paese di origine. Inoltre si propone l’assegnazione all’Italia, e a Roma, della sede dell’autorità doganale europea per rafforzare la governance e la gestione delle frontiere agroalimentari.

Nominativi chiave presenti nel contesto delle mobilitazioni

  • Cristina Brizzolari — presidente Coldiretti Piemonte
  • Bruno Rivarossa — delegato confederale

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