Aziende faunistico-venatorie: nuove prospettive per la filiera della selvaggina
Il quadro normativo recente ridefinisce i territori di intervento della gestione faunistico-venatoria, aprendone nuove prospettive di investimento, sostenibilità e valorizzazione economica del territorio. L’analisi sintetica descrive come le regole si traducano in strumenti concreti per imprese, aree interne e filiera della selvaggina, con attenzione alla sicurezza alimentare e al presidio ambientale.
equiparazione delle aziende faunistico-venatorie alle imprese agricole
La normativa in questione rende le aziende faunistico-venatorie equiparabili alle imprese agricole, superando il vincolo di non lucro. Questa revisione giuridica e fiscale aumenta la certezza di operatività e facilita investimenti, multifunzionalità agricola e una gestione della fauna selvatica orientata a principi moderni e sostenibili. Il provvedimento è interpretato come particolarmente significativo per i territori rurali e le aree interne, dove tali aziende hanno storicamente svolto un ruolo di presidio ambientale e di equilibrio faunistico.
La misura consente di riorganizzare le attività, riprogrammare gli investimenti e tornare a intervenire attivamente nel territorio, riconoscendo il valore economico, ambientale e territoriale associato a questa rete di imprese. In tal modo si apre spazio a una gestione della fauna più integrata con le dinamiche agricole, riducendo l’incertezza normativa e offrendo una base più solida per la pianificazione a medio termine.
opportunità per il territorio alessandrino
In provincia di Alessandria la nuova normativa rappresenta uno strumento concreto di rilancio, soprattutto dopo i pesanti effetti economici e gestionali derivanti dalla diffusione della peste suina africana. L’equiparazione alle imprese agricole offre la possibilità di riorganizzare le attività e di riprogrammare gli investimenti, tornando a svolgere un ruolo attivo nella gestione del territorio e contribuendo a preservare l’equilibrio faunistico e ambientale delle aree interessate.
Questo passaggio è percepito come un riconoscimento sostanziale del ruolo economico, ambientale e territoriale delle aziende faunistico-venatorie, che già operano come presidi del territorio e come strumenti di gestione delle dinamiche faunistiche locali, con benefici indiretti per l’agricoltura e per i bilanci pubblici.
la filiera della selvaggina in Piemonte e l’evoluzione normativa
prospettive e azioni principali
Il percorso regionale ha previsto azioni volte a trasformare la selvaggina in una risorsa economica, alimentare e ambientale, valorizzando sicurezza e tracciabilità. In questa cornice sono emersi progetti sperimentali orientati a sviluppare una filiera di qualità delle carni di selvaggina, basata su controlli igienici, tracciabilità e valorizzazione delle carni provenienti da animali in libertà. Parallelamente è stato previsto un percorso di formazione per cacciatori e operatori, l’inclusione della ristorazione e del mercato e la riduzione dei danni alle colture agricole.
- progetti di filiera per la qualità delle carni di selvaggina, con tracciabilità e sicurezza igienico-sanitaria
- valorizzazione delle carni da animali in libertà e maggiore integrazione con il settore gastronomico
- formazione specialistica per cacciatori e operatori della filiera
- coinvolgimento della ristorazione e del mercato locale per assicurare domanda e remunerazione
- riduzione dei danni alle colture agricole e contenimento dei costi pubblici
valore economico, tutela ambientale e riduzione dei costi pubblici
La finalità è duplice: garantire sicurezza e qualità al consumatore, valorizzare l’impegno di chi opera sul territorio e, contemporaneamente, ridurre i danni all’agricoltura e gli oneri risarcitori a carico della Regione e dei contribuenti. L’intervento normativo promette quindi un effetto moltiplicatore, stimolando investimenti mirati, potenziando la gestione ambientale e favorendo un utilizzo responsabile delle risorse faunistiche.
Nominativi presenti nella trattazione
- Marco Protopapa (Lega) – consigliere regionale