A Faenza apre la Galleria Marta, custode dell'archivio di Alfonso Leoni
Un nuovo spazio rafforza la memoria e la vitalità dell’opera di Alfonso Leoni, offrendo al pubblico un percorso stabile che collega la ceramica alle varie linguaggi della contemporary art. In Faenza, la galleria Marta diventa sede permanente dell’Archivio Alfonso Leoni, aprendo occasioni espositive mirate e momenti di incontro con l’eredità dell’artista. Il progetto unisce storia, generosità della collezione e una prospettiva di futuro per le opere, i materiali e le pratiche che hanno segnato la sua pratica, dalla ceramica ai linguaggi visivi nel contesto della contemporaneità.
galleria marta: archivio alfonso leoni a faenza
La galleria Marta è stata inaugurata alla presenza del sindaco di Faenza Massimo Isola, della direttrice Claudia Casali e dei curatori dell’archivio Giancarlo Paggi e Stefano Paggi. Il nuovo spazio si propone come punto di riferimento per l’Archivio Leoni, fondato da Marta Leoni, moglie dell’artista scomparsa nel gennaio 2021, e ora gestito dai due figli e curatori. L’idea di una sede stabile a Faenza era stata delineata anni prima da Marta; la progettualità ha trovato concreta realizzazione grazie a un suggerimento di Claudia Casali nella primavera del 2024, che ha orientato la ricerca verso una collocazione duratura. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Mic Faenza, del Comune di Faenza e dell’Associazione Amici della Ceramica, dando vita a una galleria che potrà accogliere il pubblico in occasioni particolari come Argillà e su appuntamento.
alfonso leoni: vita, linguaggi e riconoscimenti
Nato a Faenza nel 1941, Leoni trascorre gran parte della sua vita nella città in cui affina la formazione presso l’Istituto d’Arte Ballardini, dove dal 1961 insegna Arti Plastiche. Il rapporto con Biancini, suo maestro e mentore, è cruciale per l’embrione della sua carriera artistica. L’artista esplora costantemente nuove vie: abbandona la tradizione ceramica per avvalersi di materiali eterogenei come carta, legno, bronzo, plastica, marmo, ferro, metalli preziosi e vetro, e si muove attraverso ritagli, strappi, assemblaggi e distruzioni controllate. Il corpo stesso entra in scena come parte della ricerca, orientata verso l’impossibile e l’imprevisto, con l’allestimento di opere che sfidano i confini tra disciplina artigianale e linguaggi contemporanei.
Questo approccio gli vale riconoscimenti significativi e partecipazioni prestigiose: dal Convegno Internazionale dei Critici e Studiosi d’Arte (Rimini, 1965) alle presenze a Cracovia (1968), alla Triennale di Milano (1968), a sedi internazionali come Ottawa (1968) e Montreal (1969). Nel 1972 è presente al Victoria & Albert Museum e nel 1975 alla Quadriennale d’Arte di Roma. Il coinvolgimento in interventi di arredo urbano e pubblico è documentato in opere presso l’Università di Bologna, la Santuario del Bambino Gesù a Arenzano, l’Ospedale Civile di Codigoro, progetti di giardino ad Alfonsine e varie sedi INPS, oltre a realizzazioni in Faenza e nella regione. Nella fase finale della sua carriera, si avvicina al design per diffondere le proprie idee, realizzando progetti come una piastrella “rovesciata” per le Maioliche Faentine, premiata nel 1975, e collaborando con aziende tedesche quali Villeroy & Boch e Rosenthal di Selb. Il design entra anche nelle sculture attraverso reimpiego di frammenti di porcellana, trasformati in ciotoloni e pannelli composti da piastrelle frammentate, segno tangibile della sua ricerca continua sull’uso innovativo dei materiali.
La storia di Leoni è quindi quella di un artista votato a esplorare molteplici linguaggi, capace di attraversare ceramica, pittura, grafica, design e scultura, mantenendo una ricerca permanente e una vena provocatoria che ha segnato sia la sua produzione che il modo in cui è stata valorizzata dalla comunità e dalle istituzioni artistiche.
Oggi il progetto della galleria si colloca nel contesto di una programmazione che valorizza la memoria dell’artista e offre uno spazio di riferimento stabile per l’archivio, mantenendo vivo l’interesse per i lavori prodotti nel corso della sua carriera e per le attività legate al suo nome e alle sue ricerche progettuali.
La gestione dell’Archivio Leoni è affidata a Giancarlo Paggi e a Stefano Paggi, figli di Marta Leoni, che ne curano gli archivi e le iniziative, seguendo le linee d’indirizzo tracciate nel tempo per valorizzare la figura di Alfonso Leoni all’interno del panorama artistico locale e internazionale.
nominativi principali
- Alfonso Leoni
- Marta Leoni (moglie dell’artista, fondatrice dell’Archivio)
- Claudia Casali (direttrice Mic Faenza)
- Giancarlo Paggi (curatore dell’Archivio Leoni)
- Stefano Paggi (curatore dell’Archivio Leoni)
- Massimo Isola (sindaco di Faenza)