Vivere in una casa famiglia: la scelta di una famiglia nel bosco

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Vivere in una casa famiglia: la scelta di una famiglia nel bosco

Un provvedimento recente definisce l’esito del ricorso presentato dalla famiglia che vive nel bosco di Palmoli, con la Corte d’Appello dell’Aquila che ne ha respinto le istanze. Il processo evidenzia motivi di diritto e di tutela rivolti ai minori, accompagnati dall’annotazione di progressi positivi nelle modalità di collaborazione tra i genitori e gli organismi di sostegno, pur mantenendo criticità significative rilevate dall’ordinanza originaria.

corte d'appello aquila: esito del ricorso

La Corte d’Appello dell’Aquila, nel giorno successivo al verdetto, ha rigettato il ricorso presentato dagli avvocati della coppia. I giudici sottolineano gli apprezzabili sforzi di collaborazione mostrati dai genitori dopo l’allontanamento dei minori e auspicano un superamento definitivo del muro di diffidenza verso gli interventi di sostegno. Allo stesso tempo, restano confermate le criticità indicate nell’ordinanza dei minorenni, tra cui gravi rischi per la salute fisica e psichica dei bambini e la necessità di un percorso che favorisca una crescita sana e armoniosa.

la situazione dei minori e la collocazione attuale

I tre bambini, due gemelli di 6 anni e una bambina di 8, sono collocati in una casa famiglia a Vasto. La madre può incontrarli durante colazione, pranzo e cena. La situazione resta conforme a quanto stabilito dall’ordinanza che aveva trasferito i bambini dalla capanna priva di acqua ed elettricità a una struttura adeguata. La capanna resta in attesa di interventi di ristrutturazione; qualora fosse richiesto, il padre potrebbe trascorrere con loro il 25 dicembre nella casa famiglia, ma la decisione resta legata a future valutazioni. I giudici sottolineano che, all’arrivo, i minori hanno mostrato sorpresa per elementi comuni come vestiti profumati, interruttori e il soffione della doccia.

istruzione e valutazioni educative

Nel provvedimento si esaminano i certificati relativi all’istruzione della figlia maggiore della coppia anglo-australiana. La corte lascia aperta la possibilità di utilizzare l’istruzione parentale, ma richiama l’assenza di alcuni documenti necessari per l’ammissione agli esami di seconda e terza elementare. Le valutazioni di idoneità della bambina risultano incongruenti con le condizioni di istruzione riscontrate dopo l’ingresso in casa famiglia, dove è emerso che la bambina non sa leggere né scrivere, né in italiano né in inglese.

iter giuridico e prospettive di soluzione

Il provvedimento rinvia la decisione di merito al Tribunale dei minorenni dell’Aquila, che aveva emanato l’ordinanza impugnata. I giudici respingono i reclami relativi a incomprensioni linguistiche o al mancato ascolto dei minori, ritenendo necessaria la misura per tutelare la salute, offrire un ambiente adeguato e verificare i percorsi di sostegno, in considerazione del periodo di deprivazione della socialità subito dai bambini.

“Gravi rischi per la salute dei bambini. Genitori superino il muro di diffidenza”, le motivazioni dei giudici sulla famiglia nel bosco
Categorie: Cronaca

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