Stop all'Alzheimer in RSA: proposta per limitare la copertura sanitaria

• Pubblicato il • 5 min
Stop all'Alzheimer in RSA: proposta per limitare la copertura sanitaria

Il tema delle rette per Alzheimer nelle rsa lombarde resta al centro del dibattito pubblico, intrecciando responsabilità sanitarie, costi socio‑assistenziali e diritti delle famiglie. L’attenzione è rivolta a come si definiscono e si distribuiscono le spese tra servizio sanitario regionale e contropartite familiari, soprattutto nei casi più gravi di non autosufficienza che richiedono assistenza continuativa e servizi complessi.

rette alzheimer nelle rsa lombarde: contesto e costi

Le tariffe medie per le strutture si collocano spesso tra 1.500-2.000 euro al mese, mentre la spesa complessiva a prezzo pieno può raggiungere 3.000-4.000 euro mensili, oltre a costi extra. In linea generale, la ripartizione tra sanitario e socio‑assistenziale è prevista come una divisione forfettaria dei costi, non come una voce per voce. La quota di partecipazione del paziente, per legge, è mediamente pari alla metà della retta e la restante parte è a carico del Servizio sanitario regionale o del Comune, quando il malato non è in grado di provvedere.

Nei casi in cui tutte le prestazioni rientrino sostanzialmente nell’ambito sanitario, la quota a carico del paziente può essere azzerata. In Lombardia, però, non sempre si rispetta la soglia di compartecipazione; molte famiglie si trovano a pagare oltre la metà o l’intera retta, con situazioni che possono risultare insostenibili.

Questo contesto ha alimentato contenziosi che coinvolgono strutture, pazienti e soggetti pubblici. Rsa contro pazienti, Ats contro Asl e Asl contro i Comuni hanno generato esiti giudiziari che, in diverse circostanze, hanno previsto la copertura totale delle spese in favore di alcuni pazienti Alzheimer. Accanto a tali casi, emergono pronunce anche riguardo altre tipologie di malati, tra cui disabili psichiatrici e persino pazienti in coma.

Dal punto di vista economico emerge una fotografia articolata: un’indagine di Uneba Lombardia e dell’Osservatorio settoriale sulle Rsa della Libera università di Castellanza segnala che, in Lombardia, una struttura su tre si confronta con famiglie che sospendono pagamenti o chiedono rimborso delle quote. In termini di posti letto, si tratta di circa l’1% del campione analizzato. I valori delle cause giudiziarie passate in giudicato negli ultimi due anni variano tra poche migliaia di euro e punte vicine al centinaio di migliaia di euro. Nel 2024 Kos Care, la società del gruppo Kos che comprende la divisione Rsa e Rsd, ha svalutato a bilancio circa 4,688 milioni di euro di crediti verso clienti, su un totale di circa 7 milioni di crediti verso clientela privata; l’entità del dato non è stata chiarita dall’azienda.

In questo contesto si inseriscono manifestazioni di pressione da parte degli operatori del settore per stimolare un intervento normativo che renda più chiara la gestione dei costi e la tutela dei gestori, soprattutto in presenza di scenari di criticità economica e inflazione. La Lombardia resta quindi terreno particolarmente sensibile, con un equilibrio da trovare tra tutela dei pazienti e sostenibilità del sistema.

la nuova proposta di modifica della legge

In Senato, nella stagione precedente, è nata una proposta promossa dal Patto per la non autosufficienza guidato da una senatrice lombarda. L’iniziativa puntava a rendere separabili le spese sanitarie da quelle socio‑assistenziali anche quando le prestazioni risultano inscindibili. La Commissione Bilancio ha messo in pausa l’iter, ma le imprese del settore hanno rilanciato l’attenzione sul tema e hanno chiesto alle Regioni di avanzare una proposta legislativa che modifichi l’impianto vigente.

Da una nota tecnica risalente al 24 novembre 2025, il Patto ha predisposto un documento di undici pagine intitolato “Le rette in strutture residenziali per anziani. Cancellare le ingiustizie di oggi – Costruire un sistema equo per domani”, presentato in Commissione per valutare la percorribilità normativa. Tra gli autori figura Antonio Monteleone, storico consulente per le relazioni istituzionali del gruppo Kos e rappresentante lombardo di Agespi e di Confcommercio Sanità e Salute.

Il testo evidenzia una criticità legata alle sentenze della Cassazione che hanno concesso copertura totale delle spese in favore di alcuni pazienti Alzheimer e avverte che una lettura estesa della giurisprudenza potrebbe spingere le strutture a rivedere l’assistenza offerta. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un sistema più equo per il domani, mantenendo la tutela dei diritti dei pazienti senza compromettere la sostenibilità dei servizi.

contesto pratico: impatti regionali e contenziosi

La discussione pubblica si concentra sulle implicazioni pratiche della riforma, con particolare attenzione ai criteri di compartecipazione e alle ripercussioni sui bilanci delle Rsa. La controversia non riguarda solo le rette, ma anche la gestione delle tariffe, degli accreditamenti e della vigilanza da parte delle autorità regionali, nonché l’accesso alle prestazioni sanitarie e sociali per chi ne ha diritto.

Inoltre, la pressione delle associazioni di gestori e degli operatori del settore mira a consolidare un sistema che consenta una gestione più chiara delle risorse, riducendo il rischio di contenziosi futuri e garantendo una continuità assistenziale adeguata ai bisogni dei pazienti affetti da patologie neurodegenerative e non autosufficienti.

In chiusura, la discussione resta aperta su come bilanciare un»assistenza di qualità con la sostenibilità economica, valorizzando la tutela delle famiglie e la trasparenza nelle tariffe, nel rispetto delle norme e delle sentenze vigenti.

Nominativi chiave presenti nel dibattito

  • Attilio fontana
  • Guido bertolaso
  • Maria cristina cantù
  • carlo de benedetti
  • antonio monteleone
“Rette Alzheimer”, le Rsa tornano alla carica: in Conferenza delle Regioni proposta di legge contro il diritto dei malati gravissimi a non pagare

Per te