Stop alla Trump Tower di Belgrado: le ragioni dietro l'arresto del progetto
Un capitolo cruciale per Belgrado segna la chiusura di un progetto di rilancio urbano legato a un simbolo della storia recente: l’ex sede dello Stato maggiore jugoslavo, gravemente danneggiata durante i bombardamenti del 1999. Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha annunciato che l’idea di una Trump Tower sull’area non proseguirà, a seguito del ritiro della partnership guidata da Jared Kushner e dalla Trump Organization. La decisione arriva in un contesto di evolving dinamiche politiche e giuridiche che hanno coinvolto istituzioni e investitori internazionali.
belgrado trump tower: stop al progetto sull’ex sede dello stato maggiore
La tempistica ha visto la conclusione di una fase di sviluppo che prevedeva un albergo di lusso al centro di Belgrado. L’edificio, ormai icona di una memoria collettiva legata ai bombardamenti del 1999, era stato oggetto di un complesso piano di riqualificazione. La partnership Affinity Partner, controllata dal genero di Trump, aveva firmato nel 2024 un contratto di locazione pluriennale per la riqualificazione del sito, ma ha deciso di ritirarsi dall’iniziativa, lasciando ventilare un possibile aggiornamento della destinazione urbanistica.
il passo indietro di kushner e la revisione della partnership
La decisione di rinunciare al progetto è arrivata poco dopo che la procura serba ha contestato ipotesi di illegalità legate al processo di approvazione. Tra gli imputati figurano Nikola Selakovic, ministro della Cultura, e altri tre funzionari, accusati di aver alterato documenti per rimuovere lo status di patrimonio culturale dell’edificio. Secondo fonti investigative, l’ufficio di Kushner ha spiegato che progetti significativi dovrebbero unire piuttosto che dividere e che la scelta di ritirarsi è stata presa per rispetto della popolazione serba e della città di Belgrado.
l’indagine e le accuse della procura serba
La procura anti-corruzione ha avviato un’inchiesta che potrebbe portare a condanne fino a diversi anni di reclusione per gli indagati. Tra i dettagli emersi, la confessione di Goran Vasic, direttore ad interim dell’istituto per la protezione dei monumenti, riguardo la falsificazione di documenti utili a eliminare lo status di bene culturale dell’edificio. L’indagine è in corso, mentre il progetto resta sospeso in attesa di sviluppi.
la decisione parlamentare e le conseguenze sul patrimonio culturale
In parallelo, il Parlamento serbo ha approvato una normativa volta a superare i vincoli di tutela dell’edificio, mirando a rilanciare l’intervento. Tale mossa ha suscitato forti critiche dalla magistratura e dall’opposizione, interpretata come una provocazione politica in un periodo segnato da diffuse proteste contro la gestione governativa. Il quadro resta incerto lungo un asse che incrocia interessi pubblici, tutela del patrimonio e energie imprenditoriali straniere.
risposta politica e scenari futuri
Nel richiamare la finalità di modernizzare la Serbia e attrarre investimenti, Vucic ha sottolineato che gli sviluppi legati alla controversia sul valore culturale dell’edificio avrebbero dovuto essere risolti mediante strumenti amministrativi. In questa cornice, il futuro dell’area resta soggetto a valutazioni politiche, giuridiche e infrastrutturali che potrebbero ridefinire la gestione del patrimonio e l’attrattiva per investitori internazionali.
Personalità coinvolte nel caso
- Aleksandar Vucic
- Jared Kushner
- Nikola Selakovic
- Estela Radonjic Zivkov
- Goran Vasic
- Dragan Jonic