Spese della Camera in aumento nonostante il taglio agli stipendi degli onorevoli

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Spese della Camera in aumento nonostante il taglio agli stipendi degli onorevoli

Il quadro economico della macchina parlamentare dopo la riduzione dei deputati mostra una dinamica complessa: una spesa che, pur restando su livelli rilevanti, presenta elementi di stabilità e segnali di contenimento in alcune componenti, ma anche un aumento della spesa pro capite in seguito al taglio numerico dei membri. L’analisi si basa sui dati di bilancio resi noti per la Camera dei deputati e per il Senato, evidenziando andamenti e voci chiave che hanno accompagnato la gestione dal 2017 in poi fino al 2025.

spesa della camera dei deputati: andamento 2017-2024

Nel quinquennio 2017-2021 la spesa annua media si è attestata intorno a 1,034 miliardi di euro all’anno, poco oltre la soglia del miliardo. Per il periodo 2022-2024 la media rielaborata risulta circa 1,293 miliardi di euro all’anno, segnando un incremento rispetto al passato.

spesa complessiva e voce funzionale nel 2024

Nel 2024 la spesa complessiva impegnata dalla Camera è stata circa 1,26 miliardi di euro, mentre la spesa riferita alle attività funzionali si è attestata intorno a 967 milioni. Questa distinzione evita confusione tra spesa totale e spesa operativa; la tendenza mostra una crescita lieve rispetto al periodo precedente e una realtà di gestione che non denuncia una diminuzione netta.

spesa pro capite e contributo ai gruppi parlamentari

La dotazione destinata al «Contributo unico e onnicomprensivo» per i gruppi parlamentari rimane sostanzialmente stabile, agganciata a circa 30,9 milioni, ma la riduzione del numero di deputati comporta risorse per singolo eletto più elevate. In questo contesto, si osserva una concentrazione maggiore di risorse per ciascun rappresentante, anche se l’impostazione generale non registra una diminuzione netta della spesa complessiva.

spesa parlamentare: posizioni politiche e gestione

Il questore di Montecitorio Filippo Scerra (Movimento 5 Stelle) sottolinea che senza il taglio dei parlamentari la spesa complessiva sarebbe stata maggiore, evidenziando una riduzione di circa 50 milioni di euro legata al venir meno delle indennità dei parlamentari non più in carica. Alcune voci di spesa hanno seguito l’andamento inflattivo, ma la gestione dei costi di funzionamento appare contenuta, con un risultato complessivo che riflette la dinamica introdotta dalla riforma.

Da parte di Paolo Trancassini (Fratelli d’Italia) emerge una valutazione positiva sulla gestione delle risorse: nonostante l’inflazione, i costi complessivi non hanno registrato incrementi significativi e sono state riprese alcune assunzioni che erano in sospensione da tempo.

spesa del senato: quadro 2024-2025 e risparmi strutturali

Nel Senato, al netto degli effetti inflattivi, il saldo previsto per il 2025 resta invariato rispetto a quello del 2024, con una dotazione di 505 milioni di euro, pari all’importo del 2011. Per quanto riguarda la contrazione strutturale, la dotazione è stata tagliata di 21,6 milioni di euro l’anno per quattordici anni consecutivi, con una contrazione complessiva di quasi 302,4 milioni. Dal 2012 a oggi, il carico finanziario del Senato è stato razionalizzato attraverso risparmi e processi di gestione, stimati in 12 milioni di euro per gli anni 2018-2020 e 2022, e 10 milioni annui per il triennio 2023-2025.

Il rendiconto 2024 di Palazzo Madama mostra una spesa complessiva di 495.368.972,44 euro, inferiore a quanto previsto in bilancio. Tra gli interventi previsti si segnala la ristrutturazione di locali attualmente utilizzati come magazzino nei pressi di Piazza Navona e la realizzazione di un centro visitatori al piano terra del palazzo di Piazza delle Cinque Lune.

persone chiave

Personaggi pubblici citati nel contenuto meritano una menzione esplicita:

  • Filippo Scerra – questore di Montecitorio (M5S)
  • Paolo Trancassini – deputato di Fratelli d’Italia

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