Sequestrati 40 cassonetti abusivi per la raccolta di abiti usati a Udine
Un’operazione di rilievo ha portato al sequestro di oltre 40 cassonetti ecologici destinati alla raccolta di indumenti, inquadrata in una attività di contrasto al traffico di rifiuti tessili in provincia di Udine. L’intervento è stato condotto dal Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, coordinati dall’ufficio antimafia della Procura di Trieste, e si inserisce nel quadro di indagini avviate nel 2024. In parallelo, è emersa la presenza di un capannone industriale a Manzano dove veniva accumulato un volume consistente di materiale tessile non conforme alle autorizzazioni. L’intera area e i mezzi impiegati sono stati posti sotto sequestro penale.
sequestro di cassonetti ecologici per rifiuti tessili in udine
La proposta operativa ha interessato principalmente la provincia di Udine, con la messa sotto vincolo di oltre 40 cassonetti dedicati alla raccolta di indumenti. L’intervento ha avuto lo scopo di contrastare pratiche illegali legate al commercio e al trasporto di capi non conformi alle normative vigenti. Le attività hanno coinvolto strumenti di controllo avanzati e un aggiornamento costante sul terreno, garantendo l’identificazione delle aree interessate e delle modalità operative utilizzate per lo sviamento dei capi.
contesto investigativo e sviluppo operativo
Le verifiche hanno avuto origine da controlli che hanno mostrato la presenza di cassonetti abusivi impiegati da una società del Lazio, ritenuta leader del settore, per destinare i capi verso destinazioni non specificate. Il lavoro investigativo ha integrato l’uso di drone e di tecnologia avanzata per mappare i flussi e individuare i luoghi dove si concentrava la gestione dei rifiuti tessili.
località interessate e dati operativi
Tra le località oggetto d’esame figurano la provincia di Udine e, in particolare, Manzano, dove è stato sequestrato un capannone industriale privo delle autorizzazioni necessarie. All’interno dell’insediamento erano stoccati circa 2.800 metri cubi di rifiuti tessili e altri materiali non riciclati o donati. L’intera area, unitamente ai veicoli impiegati, è stata sottoposta a sequestro penale nello scorso giugno.
