Scuola, Anief: firmiamo per recuperare l'inflazione entro il 2030

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Scuola, Anief: firmiamo per recuperare l'inflazione entro il 2030

Un accordo contrattuale nel settore pubblico orientato al personale scolastico cerca di coniugare continuità, recupero dell’inflazione e miglioramenti normativi. L’analisi del CCNL 2022-24 evidenzia impegni concreti sia sul piano economico che su quello delle tutele e delle opportunità di avanzamento professionale, con prospettive significative per i rinnovi futuri.

contratto collettivo nazionale di lavoro 2022-24: aumenti e prospettive

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, ha descritto la firma come un passaggio utile a garantire recuperi concreti e una cornice stabile per le retribuzioni future. Secondo le sue parole, in passato non era possibile prevedere gli aumenti futuri dopo un decennio di blocco; oggi c’è la certezza di recuperare l’inflazione entro il 2030, con l’impegno di chiudere, entro la fine del 2026, la parte economica anche del CCNL 2025-2027.

Si prevede, a partire dall’inizio del 2027, un incremento medio di circa 160 euro lordi al mese al netto della ultima indennità di vacanza contrattuale, sostanziato dalla somma con gli aumenti odierni in una dinamica di circa 300 euro medi lordi nell’arco di circa 12 mesi.

Per il prossimo contratto, si è espresso open to negotiation, con l’auspicio di ottenere il riconoscimento del buono pasto e, con la prossima legge di bilancio, risorse aggiuntive dedicate al personale scolastico per ridurre il ritardo stipendiale rispetto alla media della pubblica amministrazione. L’attuale gap è stimato in circa 10 mila euro annui rispetto alle Funzioni centrali, un dato che riflette una situazione storicamente sfidante per il comparto.

Nel quadro del rinnovo triennale, viene indicata la necessità di avanzare su diverse tutele e prerogative: burnout, riscatto agevolato della laurea, parità di trattamento del personale precario rispetto a quello di ruolo, ripristino del primo gradone, immissioni in ruolo e trasferimenti su tutti i posti vacanti, mobilità intercompartimentale e doppio canale di reclutamento per integrare i precari nel percorso di stabilizzazione, accompagnando la valorizzazione delle figure di sistema e degli ex dsga.

In relazione al CCNL 2022-24, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha stanziato 240 milioni di euro per un bonus una tantum destinato a docenti e Ata. Secondo dati Aran, gli arretrati medi spettanti sono 1.948 euro per i docenti e 1.427 euro per il personale ATA, a cui si aggiungono circa 585 euro per i docenti e 455 euro per gli Ata derivanti dall’anticipo di parte delle risorse del triennio successivo. Da gennaio potrebbe essere garantita anche la copertura della assicurazione sanitaria.

Per il CCNL 2025-2027, sono previste ulteriori incrementi retributivi. Se le parti firmano entro un anno, dagli orizzonti di 1° gennaio 2026 gli aumenti medi mensili stimati sono di circa 245 euro per i docenti e 179 euro per il personale Ata, salendo a 293 euro e 214 euro dal 1° gennaio 2027. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha definito l’esito storico, evidenziando che ora c’è continuità contrattuale e che le condizioni sono maturate per chiudere anche il triennio 2025-2027 nel più breve tempo possibile. L’accordo prevede anche il rafforzamento delle materie oggetto di relazioni sindacali e un incremento delle risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, pari a 93,7 milioni di euro per i docenti e 19,1 milioni di euro per l’ ATA. Nell’insieme, gli aumenti complessivi lordi mensili a regime, sommando i due trienni contrattuali, potrebbero raggiungere 416 euro per gli insegnanti e 303 euro per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

prospettive rinnovo contrattuale 2025-2027

Le previsioni orientate al rinnovo 2025-2027 indicano una progressiva definizione di nuove misure di natura economica e organizzativa, con l’obiettivo di consolidare i guadagni nel medio termine e di allineare le retribuzioni del personale scolastico con la media della pubblica amministrazione.

Valditara ribadisce l’importanza di raggiungere un quadro stabile che favorisca la continuità contrattuale e l’adeguamento normativo necessario per chiudere i temi aperti entro i tempi stabiliti, con risorse aggiuntive e meccanismi di monitoraggio sugli avanzamenti salariali.

La trattativa resta orientata a garantire strumenti di valutazione e di contenimento delle criticità, accrescere le tutele per le diverse categorie professionali e mettere a regime ulteriori investimenti nel sistema educativo pubblico.

Nell’analisi emergono i protagonisti principali:

  • Marcello Pacifico – presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal
  • Giuseppe Valditara – ministro dell’Istruzione e del Merito

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