Rutte avverte sulla Russia, ma la spesa militare della NATO supera di dieci volte quella di Mosca
prospettive di sicurezza e spese militari in Europa si intrecciano con decisioni politiche e proiezioni a lungo termine, delineando una traiettoria di investimento che riguarda sia gli Stati Uniti sia i membri dell’Unione europea. le dichiarazioni dei leader e i piani di riarmo segnano una trasformazione del quadro di riferimento, con l’obiettivo di rafforzare la deterrenza e la capacità operativa entro il 2035.
spese militari nato e alleati europei 2025-2035
Negli Stati Uniti la spesa per la Difesa resta una voce centrale. Il National Defense Authorization Act (NDAA) per il 2026 formalizza una cifra vicina al 900 miliardi di dollari, mantenuta sostanzialmente in linea con il 2025 (circa 895 miliardi). La conversione in euro evidenzia una cifra intorno a 765 miliardi di euro.
In Europa, la tendenza mostra una crescita della spesa destinata alla difesa: nel 2025 il dato aggregato ha superato 381 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 344 miliardi del 2024, con una prospettiva di ulteriore avanzamento nei prossimi anni. la Commissione europea ha presentato il piano noto come Preserving Peace, stimando che entro il 2035 il costo complessivo possa raggiungere circa 6.800 miliardi di euro. alcuni paesi hanno già adeguato i propri bilanci: tra questi la Germania, con uno stanziamento intorno a 850 miliardi nell’ambito del piano di riarmo.
Considerando le spese 2025 di Stati Uniti e Unione europea, la somma complessiva sale a circa 1.141 miliardi di euro. Se si allargasse lo sguardo all’intero arco della NATO, non possono mancare i contributi di altri attori chiave: Regno Unito, Turchia e Canada. Il Regno Unito ha programmato un investimento di circa 68 miliardi di euro per il 2025; la Turchia ha speso 33,4 miliardi nel 2025 e prevede un incremento del 33% per il 2026, toccando oltre 43 miliardi; il Canada ha contribuito con circa 21 miliardi. Sommando tali contributi, la spesa complessiva raggiunge circa 1.263 miliardi di euro.
fronte occidentale: principali riferimenti e dinamiche
Il fronte occidentale resta dominato dalle dotazioni statunitensi, con una dinamica di crescita guidata da scelte di bilancio federale e da obiettivi di sicurezza condivisi tra alleati. Accanto agli Stati Uniti, i paesi europei mostrano un incremento di investimenti volti a rafforzare infrastrutture, tecnologie strategiche e capacità operative, in linea con l’obiettivo di un livello di spesa che si avvicini o superi la soglia del 2% del PIL destinata alla difesa, entro il 2025 e proiettato al 2035.
fronte orientale: confronti e scenari sul medio termine
Nel fronte orientale la distanza di investimenti tra NATO e Russia rimane marcata: nel 2025 Mosca ha destinato circa 142 miliardi di euro all’industria della Difesa, cifra che alcune stime indicano potrebbe ridursi nel 2026. Anche in assenza di un allargamento in senso militare, i Paesi rimasti nel quadro della NATO, escludendo Stati Uniti e Turchia, mostrano una base di investimenti di circa 465 miliardi di euro all’anno in Difesa.
Allo stesso tempo, la bilancia globale della spesa difensiva vede una potenziale crescita anche in contesto cinese: la Repubblica Popolare ha registrato nel 2024 una spesa di circa 230 miliardi di euro e ha annunciato, per il 2025, un incremento del 7% che porterebbe la cifra a 246 miliardi. Alcune valutazioni indicano la possibilità di un balzo fino a 322 miliardi in scenari estremi. In questa cornice, una convergenza di forze potrebbe ridefinire l’equilibrio strategico globale, anche se resta centrale la differenza di livello tra la NATO e i principali contendenti.
Nel complesso, la valutazione comparativa evidenzia una spesa molto superiore da parte della NATO rispetto alle potenze rivali, con una tendenza di crescita continua nei prossimi anni e una spinta significativa verso l’evoluzione delle capacità strategiche.
In uno scenario di possibile riallineamento delle alleanze o di disimpegno di singoli attori, le dinamiche di spesa restano una componente chiave per comprendere l’evoluzione della sicurezza europea e globale, con implicazioni per la deterrenza, la resilienza delle infrastrutture e la gestione della sicurezza informatica e operativa.
personaggi citati nel testo
- mark rutte
- ursula von der leyen
- richard knighton
- vladimir putin
- recep tayyip erdoğan
