Riconosciuto il risarcimento agli eredi per l'empolese deportato e deceduto a Mauthausen

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Riconosciuto il risarcimento agli eredi per l'empolese deportato e deceduto a Mauthausen

memoria attiva e giustizia concreta: oltre ottant'anni dopo, a Ponte a Elsa, si consolida un legame tra memoria civile e riconoscimento giuridico. gli eredi di Pietro Pasqualetti hanno ottenuto il risarcimento per i danni subiti, in seguito alla deportazione del bisnonno verso i campi tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

risarcimento agli eredi di pietro pasqualetti e memoria a ponte a elsa

Pietro Pasqualetti, empolese, fu deportato l'8 marzo 1944 a Mauthausen e morì il 23 aprile 1945, a due giorni dalla fine della guerra. a Ponte a Elsa, è ricordato anche attraverso la pietra d'inciampo posata due anni prima e dal giardino dedicato alla memoria, che nel 2016 è stato intitolato a Pasqualetti in via Osteria Bianca, viale della Concordia e via Pietro Gobetti. nato a Empoli il 21 luglio 1891, Pasqualetti risiedeva a Brusciana prima di essere represso all'epoca delle contestazioni politiche e fu ritenuto ingiustamente coinvolto nell’assalto dei cinquanta marinai nel marzo 1921.

vita e contesto di pasqualetti

rilasciato e ritenuto sovversivo, Pasqualetti non aderì al Partito nazionale fascista. convocato in caserma l’8 marzo 1944, salutò la figlia ma non fece più ritorno: fu deportato in Germania, dove morì nel 1945. la vicenda personale si intreccia con la memoria civica del territorio, che ha arricchito il racconto storico con luoghi e riferimenti pubblici dedicati al ricordo.

la citazione e la decisione

Nella citazione a giudizio, il nipote ha chiesto di accertare e dichiarare la responsabilità della Repubblica Federale di Germania per i fatti di reato considerati crimini di guerra e contro l’umanità, chiedendo inoltre il risarcimento per i danni non patrimoniali subiti. 462mila euro è l’importo riconosciuto agli eredi per la morte del nonno. la sentenza, una volta divenuta definitiva, attiverà il fondo ristori istituito dal ministero dell’economia e delle finanze.

precedenti e prospettive di ristoro

Un filo di precedenti è presente nel panorama locale: dicembre 2024 ha visto la prima sentenza del genere a Empoli, a favore degli eredi di un deportato della ex Vetreria Taddei, seguita pochi giorni dopo da un secondo risarcimento per un’altra famiglia. poco più tardi, una sentenza simile si è registrata a Montelupo Fiorentino, relativa agli eredi di due cittadini deportati morti nel 1944. quando la sentenza diventerà definitiva, si attiverà il fondo ristori.

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