Referendum contro la separazione delle carriere: superate 20.000 firme online

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Referendum contro la separazione delle carriere: superate 20.000 firme online

Una mobilitazione civica si concentra sul tema della separazione delle carriere nella magistratura, con una campagna di referendum popolare che ha preso avvio a ridosso delle feste natalizie. Le firme necessarie per dare luogo all’iniziativa si collocano nell’ordine delle 500.000 sottoscrizioni, obiettivo che richiede una raccolta ampia e continua. L’operazione non deriva da una richiesta parlamentare, ma nasce da un gruppo di giuristi che ha affidato la gestione a un portavoce, ed è stata sostenuta da un deposito autonomo di richiesta di referendum.

referendum sulla separazione delle carriere: stato delle firme e tempistiche

È già stata superata la soglia delle ventimila firme, con la prospettiva di arrivare a quota mezzo milione per attivare la consultazione popolare. Il gruppo promotore è guidato da Carlo Guglielmi, storico avvocato dei sindacati di base, e nasce da un gruppo di quindici giuristi che hanno deciso di avviare una campagna indipendente. Il Comitato per il No, presieduto da Giovanni Bachelet, finora ha escluso un coinvolgimento diretto nella raccolta firme. L’iniziativa mira a ribaltare la percezione pubblica della riforma e a garantire che la volontà popolare si esprima senza dipendere da un iter parlamentare.

Tra i motivi principali indicati dai sostenitori emergono due elementi: da una parte la necessità di contrastare una possibile anticipazione della data referendaria da parte del governo; dall’altra la volontà di contrastare una copertura mediatica percepita come sbilanciata a favore del Sì. Si sottolinea che, se non si raggiungono tempistiche adeguate, potrebbe non esserci lo spazio temporale previsto dalla Costituzione e dalla normativa per fissare una data entro la stagione primaverile. Secondo le analisi riportate, la finestra utile per la raccolta delle firme è limitata e interferirebbe con l’iter di indizione.

come si firma

Per firmare la richiesta di referendum è sufficiente accedere al link dedicato e procedere all’autenticazione tramite SPID o Carta d’identità elettronica. L’operazione è descritta come semplice e immediata, con l’obiettivo di facilitare la partecipazione popolare e accelerare il processo di raccolta entro i tempi previsti dalla normativa.

tempi e iter normativi

Secondo quanto riferito, dal momento dell’approvazione parlamentare della riforma Nordio il 30 ottobre, la legge assegna una finestra di 90 giorni utili per la raccolta delle firme. Successivamente, l’ufficio centrale della Cassazione ha a disposizione 30 giorni per la verifica, dopodiché il decreto di indizione fissa la data del voto entro un intervallo compreso tra il 50º e il 70º giorno. Considerando tali passaggi, risulta irrealizzabile fissare il voto al primo marzo, come ipotizzato in alcune ricostruzioni.

La campagna continua con l’obiettivo di raggiungere la quota necessaria entro i termini stabiliti, mantenendo la raccolta online aperta e vigilando sulle tempistiche tecniche previste dall’ordinamento.

Nella trattazione emergono figure chiave che hanno caratterizzato l’iniziativa:

  • Marco Travaglio — direttore de Il Fatto Quotidiano
  • Giovanni Bachelet — presidente del Comitato per il No
  • Carlo Guglielmi — portavoce, storico avvocato dei sindacati di base
  • Ilaria Proietti — inviata, collaboratrice de Il Fatto Quotidiano
Referendum, già più di ventimila firme contro il piano del governo sulla separazione delle carriere
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