Protesta a Torino contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna

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Protesta a Torino contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna

In seguito alle operazioni di perquisizione e allo sgombero, una larga partecipazione Popolare ha animato le strade di Torino in sostegno del centro sociale Askatasuna. Il corteo ha messo al centro la difesa di uno spazio che ha assunto rilievo come luogo di incontro e parola per diverse comunità, con una partecipazione diffusa di famiglie, bambini e reti di solidarietà provenienti da molte città.

askatasuna: corteo a torino per la difesa del centro sociale

La manifestazione è partita dall’area di Palazzo Nuovo, sede di facoltà umanistiche e psicologhe, e ha attraversato il quartiere sino a Vanchiglia. All’ingresso della marcia, slogan come «Askatasuna vuol dire libertà, nessuno ci fermerà» hanno accompagnato i partecipanti, insieme a cori di opposizione e segni di solidarietà con bandiere No Tav e palestinesi. Alcune persone hanno riferito la presenza di famiglie e di rappresentanti del Comitato di quartiere, che hanno segnalato chiusure scolastiche repentine legate allo sgombero.

presenze e contesto della protesta

Nel corteo hanno preso parte attivisti e rappresentanti politici locali, tra cui la capogruppo di Alice Ravinale di Alleanza Verdi–Sinistra in consiglio regionale. Il movimento ha puntato a coinvolgere un’ampia rete di sostenitori, con l’obiettivo di dare visibilità a una richiesta di permanenza e autorganizzazione nello spazio.

controllo e misure di sicurezza

Durante l’evento sono stati predisposti controlli nelle aree di grande afflusso e all’esterno delle stazioni ferroviarie, nel timore di un afflusso di attivisti provenienti da fuori Torino. Le forze dell’ordine hanno monitorato la situazione per garantire la sicurezza del corteo e la fluidità dei trasporti pubblici.

commenti politici e contesto istituzionale

Tra i presenti e tra coloro che hanno commentato l’evolversi della situazione, il vicepremier Antonio Tajani ha sottolineato che la violenza contro i cittadini è condannabile e ha ribadito che manifestare è un diritto, mentre distruggere beni o aggredire forze dell’ordine è inaccettabile. Tajani ha richiamato l’esigenza che la legge sia rispettata e che lo Stato agisca in modo proporzionato. Il tema è stato collegato a riflessioni storiche sul rispetto delle regole e sull’uso della forza da parte delle istituzioni. In chiusura, l’esponente di Forza Italia ha dichiarato di non lasciarsi intimidire.

impatto logisitco sulla città

Dei mezzi pubblici sono stati deviati per consentire il movimentamento del corteo, con un livello di allerta elevato destinato a contenere eventuali criticità e a preservare la normale fruizione dei servizi urbani.

Nel quadro degli eventi, le dinamiche di polizia e la gestione delle proteste hanno interessato anche il contesto locale, con un’attenzione particolare rivolta alle scuole della zona interessate dallo sgombero e alle dinamiche di rilascio degli spazi sociali.

Per quanto riguarda le personnelità citate nel testo, di rilievo emergono:

  • Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e figura di punta di Forza Italia
  • Alice Ravinale, capogruppo di Alleanza Verdi–Sinistra in consiglio regionale
  • Pasolini, citato come riferimento storico in relazione agli episodi di violenza durante le proteste
Corteo contro lo sgombero dell’Askatasuna, migliaia di persone a Torino

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