Procura: "Omicidio Parubiy, killer al soldo dei servizi russi
Nuovi elementi emersi dalle verifiche ufficiali chiariscono i contorni dell’omicidio di Andriy Parubiy, ex presidente del parlamento ucraino, avvenuto il 30 agosto in strada a Leopoli. Secondo il Procuratore generale Ruslan Kravchenko, le indagini hanno accertato che l’azione rispondeva a interessi russi e che la pistola impiegata è stata rintracciata nel corso delle operazioni congiunte della Procura, del Servizio di sicurezza interna e della Polizia nazionale.
parubiy e l’omicidio: sviluppo delle indagini
Stcelnikov, 52 anni, è detenuto dal 2 settembre ed è stato annunciato come autore dell’omicidio operando su mandato dei servizi speciali della Federazione russa durante la legge marziale. Le autorità sostengono che l’indagato abbia fornito informazioni sul posizionamento e sui movimenti delle Forze Armate ucraine e abbia contribuito con materiale di intelligence per coordinare azioni di sabotaggio. Dopo aver pianificato a lungo l’intervento, avrebbe ottenuto armi dai contatti russi e ha aperto il fuoco con otto colpi contro Parubiy il 30 agosto.
dinamiche dell’indagine e contestualizzazione
Nel periodo successivo all’arresto, l’indagato ha ammesso l’omicidio ai cronisti, citando motivazioni personali. Secondo quanto riferito, ha dichiarato: “è la mia vendetta personale sulle autorità ucraine”. Le dichiarazioni hanno accompagnato la cornice processuale prevista dal tribunale per definire la misura cautelare nei suoi confronti.
profilo di andriy parubiy
Parubiy, 54 anni, ha iniziato la carriera politica nel consiglio regionale e dal 2007 è stato deputato. È stato protagonista della Rivoluzione arancione del 2004 e, dalle rivolte di piazza Maidan tra fine 2013 e inizio 2014, ha ricoperto ruoli di rilievo nelle forze di autodifesa. Dopo la destituzione del presidente filo-russo Viktor Yanukovich, è stato segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale, incarico svolto da febbraio a agosto 2014, per poi diventare primo vicepresidente del Parlamento e, dal 2016 al 2019, presidente della Verkhovna Rada. Secondo fonti russe, era da anni presente nella lista dei ricercati del ministero degli Interni russo, risalente al novembre 2023; il Comitato investigativo russo lo aveva anche accusato in contumacia per presunte atrocità commesse nel Donbass nel 2014.
contesto internazionale e accuse
Le indicazioni ufficiali descrivono una coordinazione tra i servizi russi e figure coinvolte, con accuse che collegano l’azione all’attuale contesto di conflitto e alle operazioni di sabotaggio contro le strutture ucraine. Le conclusioni presentate indicano un coinvolgimento mirato e continuativo, realizzato durante periodi di emergenza nazionale.
persone citate
Nel contesto descritto emergono alcuni nomi chiave che compaiono nelle ricostruzioni ufficiali:
- Andriy Parubiy
- Mykhailo Stcelnikov
- Ruslan Kravchenko
- Viktor Yanukovich
