Pensione anticipata, la nuova soluzione dopo lo stop della Lega
Una recente dinamica parlamentare ha ridefinito le misure legate alle pensioni, spostando l’attenzione su un decreto legge volto a garantire coperture e strumenti di sostegno per imprese e Zes. L’evoluzione è stata accompagnata da una forte pressione della maggioranza, con la conseguente revisione dell’emendamento originariamente inserito nel ddl bilancio.
emendamento pensioni fuori dalla manovra: stralcio e decreto
cosa prevedeva l'emendamento
Il maxi emendamento da 3,5 miliardi presentato in Parlamento ha ridefinito i contorni del ddl bilancio varato in ottobre, concentrando l’attenzione su due temi principali. Il primo riguarda l’allungamento delle finestre mobili per la pensione anticipata, con una decorrenza dei requisiti rivista progressivamente dal 2031 al 2035. Per chi maturava i requisiti nel 2031, la decorrenza veniva posticipata di tre mesi; nel 2032 e 2033 si prevedevano quattro mesi, nel 2034 cinque mesi e nel 2035 sei mesi. Il secondo punto riguarda la clausola di salvaguardia destinata ad attenuare eventuali carenze di cassa legate al tiraggio della previdenza complementare. Era altresì prevista una mattina di revisione sul riscatto della laurea breve, la cui incidenza sui requisiti sarebbe stata ridefinita in modo meno penalizzante dal 2031.
La Lega aveva avanzato una proposta di reperire risorse aggiuntive aumentando l’IRAP da +0,2 punti nel 2030 fino a +4 punti nel 2035; la manovra incontrò però un primo rifiuto da parte di Forza Italia. In sostanza, la normativa proposta puntava a mantenere la cornice di investimenti e coperture necessarie, ma le consistenze aggiuntive incontravano ostacoli politici.
la gestione dello stallo e la soluzione
La decisione della maggioranza è stata di stralciare gran parte dell’emendamento 4.1000, mantenendo soltanto la parte relativa al Pnrr e all’iperammortamento. Il resto verrà trasferito in un decreto legge che dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri probabilmente la settimana prossima. Si lavora quindi a una riscrittura del testo per assicurare nuove coperture senza intaccare quanto previsto per imprese, Zes e transizione 5.0. L’obiettivo è garantire che tutto ciò che era stato immaginato per le imprese rimanga intatto entro la scadenza originale, evitando tagli agli strumenti di sostegno.
Il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, ha puntualizzato che non verrà ridotto alcun importo destinato alle imprese e al Paese nell’ambito della fase di revisione, confermando l’impegno a mantenere le previsioni finali entro la data programmata.
nominativi coinvolti
- Luca Ciriani
- Federico Freni