Patrimonio immateriale italiano: tradizioni alle infiorate

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Patrimonio immateriale italiano:  tradizioni alle infiorate

Oltre 30mila elementi censiti tra riti, tradizioni, prodotti locali, manifestazioni, infiorate e cortei storici descrivono l’ampio patrimonio culturale immateriale che dà forma all’identità nazionale. L’iniziativa mette in luce come le pratiche tramandate nelle comunità custodiscano significati profondi e contribuiscano a una narrativa condivisa, preservando pratiche vissute quotidianamente e destinate a durare nel tempo.

patrimonio culturale immateriale: dati e finalità del censimento

Il progetto è stato avviato nel 2023 ed è promosso dall'Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UnPLI), in collaborazione con Anci e l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale (Icpi), sotto la supervisione del Ministero della Cultura. L’obiettivo è catalogare e valorizzare ciò che rappresenta le radici del Paese, includendo riti, tradizioni, prodotti locali, manifestazioni, infiorate e cortei storici. Il quadro normativo internazionale è riferito alla Convenzione Unesco del 2003, che riconosce il valore dei patrimoni immateriali nella costruzione dell’identità collettiva e nello sviluppo sostenibile.

Durante la presentazione è stato annunciato radiciculturali.it, portale dedicato alla mappatura del patrimonio. Il database conta oltre 30mila elementi, organizzati in 9 categorie tematiche e 43 sottocategorie. Il progetto coinvolge circa 3.000 musei ed ecomusei, con il contributo attivo di 2.628 esperti, studiosi e volontari. Sono state create 6 reti tematiche e sono state raccolte > 3.000 immagini. Si tratta di un patrimonio vivo, in costante rigenerazione, capace di unire le comunità in una rete di conoscenza condivisa.

“Esiste un’Italia profonda e spesso meno raccontata, ma capace di rappresentare l’anima autentica del Paese: l’Italia dei piccoli gesti quotidiani, dei saperi antichi tramandati di generazione in generazione, dei dialetti, dei riti e delle tradizioni custodite con cura dalle comunità locali.”

Esiste quindi un impegno mirato a preservare, valorizzare e condividere tutto questo, prima che venga perduto, con una prospettiva di sviluppo sostenibile e di appropriazione da parte delle comunità.

radiciculturali.it e la mappatura del patrimonio

Il portale si presenta come contenitore aperto che traduce in dati concreti la ricchezza diffusa. La mappatura mette in evidenza pratiche, memorie e reti di scambio tra comunità locali, offrendo strumenti per la conservazione e la valorizzazione di pratiche tradizionali e di memorie collettive. L’iniziativa ha coinvolto circa 3.000 musei ed ecomusei, con un contributo attivo di 2.628 esperti e volontari, facilitando una governance partecipata della conoscenza e della tutela.

valore per identità, turismo e sviluppo sostenibile

Il progetto riconosce al patrimonio immateriale un ruolo chiave nell’identità collettiva e nello sviluppo sostenibile, con effetti concreti sull’offerta turistica nei piccoli borghi e sulla destagionalizzazione dei flussi. Le figure coinvolte sottolineano che la valorizzazione dei patrimoni immateriali permette di trasformare le tradizioni in una risorsa vivente per il turismo e per la crescita locale. In parallelo, si evidenzia l’apporto strategico delle pro loco nel mantenere vive le tradizioni e trasmetterle alle nuove generazioni. A livello istituzionale si mette in rilievo l’interazione tra Comuni e comunità locali come cuore della tutela e della valorizzazione della memoria diffusa, con una prospettiva di cooperazione che valorizza l’intero territorio.

protagonisti istituzionali e ospiti

Una serie di figure istituzionali e ospiti ha partecipato all’evento per illustrare il valore del patrimonio immateriale e le sue ricadute sul tessuto locale.

  • antonino la spina
  • lorenzo fontana
  • daniela santanché
  • roberto pella
  • federico mollicone
  • vincenzo santoro
  • leandro ventura
  • fernando tomasello
  • pier luigi petrillo
  • angelo mellone
  • sandro pappalardo
  • adriana volpe
  • beppe convertini

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