Opposizione all'archiviazione: fissata udienza GUP di Caltanissetta

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Opposizione all'archiviazione: fissata udienza  GUP di Caltanissetta

Un quadro di indagini e decisioni giudiziarie riguarda Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, condannato in via definitiva per la strage di Bologna e attualmente oggetto di ulteriori accertamenti legati alle stragi di Capaci e di via D’Amelio. La procura di Caltanissetta ha presentato una richiesta di archiviazione, sostenuta dall’ufficio dell’aggiunto, e tra le 47 persone indicate come parti offese una sola ha opposto resistenza all’ipotesi di archiviazione. L’udienza fissata dal giudice per le indagini preliminari è programmata per il 28 gennaio 2026.

contesto e decisioni giudiziarie

La richiesta di archiviazione, firmata in data 3 luglio, riguarda una posizione ancora aperta nell’ambito di accertamenti collegati alle stragi. L’attenzione resta rivolta alle dinamiche che hanno coinvolto Bellini, insieme ad altri protagonisti della rete criminale. Nell’ambito della stessa procedura, Bellini ha inoltre visto archiviata un’indagine relativa alle stragi del 1993 condotta dalla procura di Firenze. L’esito è stato comunicato successivamente, collegando le piste investigative alle indagini condotte in Toscana.

Tra gli elementi emersi nelle fasi istruttorie, risultano perquisizioni e interrogatori svolti nel giugno del 2023, con riferimenti a trasferimenti in Sicilia nel 1992 per incontrare Nino Gioè, figura di spicco legata al mandamento di Altofonte e definito come contatto nelle fasi iniziali della retaliazione contro figure di spicco della mafia. Gioè sarebbe stato tra i responsabili delle azioni violente che hanno interessato il periodo di riferimento e che hanno visto Bellini impegnato in spostamenti che hanno suscitato attenzione investigativa.

viaggi in sicilia e contatti con cosa nostra

Le analisi hanno rintracciato trasferte in Sicilia frequenti nel 1992, finalizzate a contatti con esponenti dell’organizzazione mafiosa. Tra gli elementi consultati, vi sono registrazioni conservate da procure di Firenze e Reggio Emilia che, a tempo recente, hanno permesso di ricostruire conversazioni dell’epoca. Inoltre, emergeva che Bellini, secondo una provenienza documentale, avrebbe sostenuto spostamenti legati all’attività professionale di recupero crediti.

In alcune delle intercettazioni risalenti al periodo, si riporta anche una narrazione secondo cui la moglie dell’epoca avrebbe riferito della presenza dell’indagato in Sicilia; Bellini avrebbe negato, affermando di recarsi in Sicilia per motivi professionali e di tornare in Emilia qualora non fosse stato possibile incontrare Gioè. Ulteriori elementi indicano che Bellini e Gioè si trovassero a Cefalù circa una settimana prima della strage di via D’Amelio, secondo una informativa della Digos datata 1994.

intercettazioni e dichiarazioni

Le indagini hanno incluso trascrizioni di intercettazioni che hanno arricchito il quadro informativo dell’epoca. Bellini avrebbe riferito di essere stato guidato a infiltrarsi in Cosa Nostra da un personaggio politico di rilievo, identificato come Oscar Luigi Scalfaro. Le verifiche hanno evidenziato che tali affermazioni non hanno trovato una smentita chiara nei documenti finora disponibili e sono state considerate nel contesto della richiesta di archiviazione.

nominativi di rilievo presenti nel contenuto:

  • Paolo Bellini
  • Salvatore Borsellino
  • Nino Gioè
  • Oscar Luigi Scalfaro
Paolo Bellini, una sola opposizione alla richiesta di archiviazione dei pm di Caltanissetta: il gip fissa l’udienza
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