Novità fiscali 2026: cosa cambia per i contribuenti con debiti
Nel contesto della riforma fiscale in corso, si delineano due filoni principali capaci di ridisegnare la gestione dei debiti tributari: una nuova sanatoria delle cartelle non pagate e l’entrata a regime del Testo unico sulla riscossione. Queste misure mirano a riorganizzare le possibilità di definizione dei debiti e a potenziare l’ordinaria attività di recupero, introducendo strumenti che cambieranno la dinamica tra debitori e enti riscossori nel prossimo quinquennio.
la quinta rottamazione: condizioni, costi e tempistiche
accesso e requisiti
Con la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione è possibile estinguere debiti affidati all’ente tra il 2000 e il 2023, pagando capitale e spese ma senza interessi di mora e sanzioni. Non sono previsti paletti selettivi che escludano chi ha dichiarato tutto ma non è riuscito a pagare per difficoltà economiche; l’accesso non è limitato ai recidivi e non influiscono storie di adesione a precedenti strumenti di recovery.
condizioni di rimborso e tassi
La novità principale è la ripartizione del debito su un massimo di 54 rate bimestrali, cioè nove anni. Dal 1° agosto 2026 è previsto che chi richiede la dilazione versi interessi al 3%, rispetto al 4% della versione iniziale. L’operazione comporta un costo complessivo per lo Stato segnalato in 1,48 miliardi di euro nel 2026, con un impatto cumulato 2026-2036 stimato in -778 milioni di gettito. Il differenziale tra gli incassi attesi e il mancato gettito della riscossione ordinaria si mantiene ampio, con una perdita netta che permane non trascurabile.
testo unico su versamenti e riscossione: novità operative
rateazioni estese e gestione delle cartelle
Con l’entrata in vigore del Testo unico su versamenti e riscossione, alcune novità operative entrano a regime dall’1° gennaio 2025, già operative dal 2025 in parte: sono introdotte rateazioni più lunghe, con piani fino a 120 rate mensili per situazioni di difficoltà accertata e 84 rate per chi dichiara una temporanea carenza di liquidità ma non la documenta. Il perno della riforma resta un nuovo meccanismo di gestione dei crediti inesigibili.
Le norme si applicano ai carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2025. In base al Testo unico, le cartelle che non producono incassi entro il 31 dicembre del quinto anno successivo all’affidamento potranno essere rimosse dai registri: è una cancellazione amministrativa mirata a snellire il magazzino dei crediti irrecuperabili. In casi in cui l’Agenzia accerti l’assenza di beni pignorabili o l’assenza di nuovi patrimoni o redditi, la cancellazione può avvenire prima dei cinque anni, con la possibilità di riaffidare il credito all’ente creditore o affidarlo ad altri soggetti per ulteriori due anni, se emergono nuove informazioni utili all’intercettazione.
magazzino fiscale e crediti inesigibili: gestione e discarico
criteri e soprattutto la gestione del pregresso
Per quanto riguarda il pregresso, oltre 1.200 miliardi di crediti accumulati dal 2000, una commissione nominata dal Mef ha consigliato di avviare il discarico partendo dai crediti giuridicamente non più esigibili, pari a 338 miliardi, a cui sommare quelli con remote prospettive di riscossione (periodo 2000-2010) pari a 70 miliardi. In prima fase dovrebbero dunque essere cancellati ruoli per un ammontare di 408 miliardi, ovvero il 32% del magazzino residuo. Complessivamente si parla di un’estinzione di 27,6 milioni di cartelle e 42,9 milioni di debiti su 9,3 milioni di contribuenti.
La riforma non impedisce comunque la ricomposizione: i crediti, anche in questa cornice, verrebbero riconsegnati ai creditori originari che potrebbero decidere se gestirli direttamente o riaffidarli. La commissione ha inoltre raccomandato di riconoscere ex lege l’annullamento di quei crediti certamente irrecuperabili.
prospettive legislative e stato di avanzamento
scelte del legislatore e strumenti disponibili
Il legislatore dovrà decidere se accettare i consigli della commissione e procedere con una gestione accelerata del magazzino fiscale. Tra le questioni ancora oggetto di dibattito figurano la possibilità che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione aumenti la trasparenza operativa, l’ampliamento della batteria di strumenti a disposizione dell’agente della riscossione e l’interoperabilità tra banche dati, elementi ritenuti indispensabili per un'efficace riduzione del carico di crediti irrecuperabili.
In assenza di un potenziamento delle capacità operative e delle risorse umane, la riforma rischia di rimanere su numeri teorici senza produrre un’effettiva semplificazione della gestione del debito pubblico.
Figurano nel contesto della riforma alcune personalità di rilievo.
- Roberto Benedetti
- Giancarlo Giorgetti
