Modello sistemico per gestire l'obesità: lezioni Unito e Lombardia

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Modello sistemico per gestire l'obesità: lezioni  Unito e Lombardia

l’obesità rappresenta una sfida rilevante di salute pubblica che richiede una visione integrata capace di coniugare prevenzione, presa in carico strutturata e un accesso corretto all’innovazione.

Inizio di un percorso di confronto tra paesi che ha visto protagonisti la Fondazione della sostenibilità sociale e Amici obesi, con la collaborazione di Inrete e il contributo non condizionante di Lilly, per analizzare esperienze e percorsi multidisciplinari dedicati a una condizione cronica e multifattoriale che riguarda milioni di italiani. La prospettiva nasce dal dialogo cross-country tra Regno Unito e Italia, nato dall’esito di un confronto tra sistemi sanitari con modelli di governance differenti, finalizzato a comprendere come affrontare la crescente domanda di cura, l’accesso a nuove terapie e la necessità di percorsi sostenibili.

  • Adele Patrini
  • Iris Zani
  • Emanuele Monti
  • Diana Castillo

confronto uk-italia: governance, strumenti e innovazione

Nel dossier emerso dall’incontro si descrive un Regno Unito piuttosto avanzato nell’adozione delle terapie, ma soggetto a crescente pressione e privo di un programma nazionale pienamente finanziato. L’Italia, al contrario, sta vivendo un passaggio cruciale con il riconoscimento dell’obesità come malattia cronica e la sua includibilità nei Livelli essenziali di assistenza (lea). La legge di Bilancio 2025 e un disegno di legge ostruito dal Senato introducono finanziamenti mirati, un programma nazionale di prevenzione e cura e un Osservatorio nazionale sull’obesità. Tuttavia, lo scenario resta disomogeneo: solo alcune regioni hanno adottato percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali (Pdta) strutturati. La Lombardia, in particolare, non dispone ancora di un Pdta formale né di una rete dedicata alla cura dell’obesità, con rischi di continuità limitata nell’attuazione delle nuove misure senza un percorso integrato.

  • Adele Patrini
  • Iris Zani
  • Emanuele Monti
  • Diana Castillo

ruoli istituzionali e criticità regionali: uno sguardo al contesto lombardo

Lo sguardo si amplia oltre i confini nazionali con l’osservazione che esistono ancora grandi disparità nell’emergere della malattia e del suo trattamento in Europa. Il ruolo delle istituzioni regionali risulta determinante nel dare stabilità a una rete di professionisti, strutture sanitarie e percorsi di cura, garantendo dignità, diritti e accesso ai servizi. Nella visione di un approccio più inclusivo, si sottolinea la necessità di trasformare lo stigma in un bisogno di risposte strutturate, affinché le persone possano accedere a percorsi chiari e rispettosi. L’analisi evidenzia come l’assistenza primaria debba essere potenziata per facilitare diagnosi precoci, ridurre lo stigma e offrire riferimenti adeguati, con una governance capace di accompagnare l’innovazione senza creare nuove disuguaglianze. L’orizzonte europeo richiede che le soluzioni siano coordenate, universali e sostenibili nel tempo, accompagnando l’implementazione di Pdta regionali e centri dedicati.

  • Adele Patrini
  • Iris Zani
  • Emanuele Monti
  • Diana Castillo

Nell’ottica di rafforzare la collaborazione tra livelli di governo e sistemi sanitari, si delineano quattro direttrici chiave: considerare l’obesità una malattia sistemica, perseguire un allineamento tra normativa e preparazione del sistema, potenziare l’assistenza primaria per diagnosi precoce e percorsi di riferimento, assicurare l’equità come principio fondante di ogni decisione, evitando che la frammentazione comprometta l’accesso alle cure. Questi elementi descrivono una strategia sanitaria capace di trasformare una sfida clinica in una sfida collettiva, con una rete che integri governance, evidenze scientifiche e la voce dei pazienti.

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