Mistico: Ildegarda di Bingen e Lalla, due poetesse alla ricerca dell'assoluto

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Mistico: Ildegarda di Bingen e Lalla, due poetesse alla ricerca dell'assoluto

In equilibrio tra tradizioni orientali e prospettive occidentali, vengono messi in primo piano due volti femminili di rilievo nel panorama della mistica medievale: Ildegarda di Bingen e Lal Ded, nota anche come Lalla. Analizzare le loro voci significa attraversare percorsi spirituali, linguaggi simbolici e contesti sociali diversi, per comprendere come l’esperienza diretta del divino si sia espressa in forme poetiche, teologiche e musicali.

ildegarda di bingen e lal ded: due figure mistiche tardomedievali

ildegarda di bingen: profilo storico e contributi principali

ildegarda di bingen emerge come figura poliedrica della spiritualità medievale: mistica, teologa, poetessa, monaca benedettina, autrice di studi di erboristeria e gemmologia, interprete pionieristica del linguaggio simbolico. Fu riconosciuta come voce autorevole tra i potenti del suo tempo e come guida spirituale per figure come Federico Barbarossa, san Bernardo di Chiaravalle, papa Eugenio III e Filippo d’Alsazia. Nel corso dei secoli si è consolidata l’idea di una santità riconosciuta formalmente solo nel 2012, pur essendo venerata da studiosi e devoti molto prima. Le sue opere principali, scritte in latino, sono tre: Scivias, Libro dei meriti della vita e Libro delle opere divine, tutte pubblicate e discusse in edizioni moderne che ne hanno facilitato l’accesso critico. Le interpretazioni accademiche hanno messo in rilievo la ricchezza del linguaggio simbolico con cui ha comunicato visioni mistiche a partire dall’immaginario religioso della sua epoca.

lal ded: voce poetica della liberazione

Lal Ded, nata circa nel 1350 e vissuta fino a circa il 1400, costituisce una figura di grande rilievo sincretico, venerata sia nell’induismo sia nel sufismo. Le sua poche biografie lasciano spazio a versi intensi, autentiche testimonianze di un contatto diretto con il Divino. La sua poesia esprime una ricerca della liberazione attraverso la conoscenza diretta della Non Dualità, sintesi potente della verità universale. Tra i versi emblematici spiccano affermazioni sull’unione tra pratica spirituale e esperienza dell’Assoluto, dove l’ascetismo poetico si fa strumento di rivelazione.

edizioni, musica e interpretazioni contemporanee

visioni e opere principali di ildegarda

Castelvecchi ha curato una edizione imponente e preziosa intitolata Visioni, a cura di Anna Maria Sciacca, che riunisce le tre opere principali in latino. Il volume è stato elogiato per la presentazione accurata del linguaggio simbolico attraverso cui Ildegarda ha trasmesso le sue visioni, offrendo una chiave interpretativa puntuale e contestualizzata.

omaggi musicali e contributi contemporanei

Un notevole tassello musicale è Vox Aeternitatis, versione delle composizioni di Ildegarda realizzata dalla Schola Romana Ensemble, composta da Matelda Viola (soprano), Lorenzo Sabene (liuto medievale) e Stefano Sabene (tastiere e percussioni). Il progetto è stato dedicato alla memoria di Luigi Polsini, contrabbassista e studioso della musica medievale. La presentazione dell’opera, alla Fondazione S. Francesca Romana, ha visto un intervento di Sara Salvadori, esperta di livello internazionale, che ha valorizzato la registrazione e l’esecuzione dal vivo.

Un secondo contributo di rilievo è la raccolta Pura luce. Canti mistici del tantrismo kashmiro curata da Ilaria Giovinazzo (Jouvence), che raccoglie cento vakhya, detti poetici attribuiti a Lal Ded. L’opera contestualizza storicamente Lal Ded tra Shivaismo kashmiro e tradizioni sufi, offrendo una chiave di lettura delle tematiche esposte nei versi e una riflessione sul significato del termine tantrico nel senso autentico di pratica per espandere la coscienza e raggiungere la liberazione spirituale.

contesto teorico e orientamenti interpretativi

La discussione sulle visioni di Ildegarda e sull’apporto di Lal Ded si arricchisce di chiarimenti linguistici e storico-religiosi: il termine tantrico non va confuso con significati distorti, ma anzi indica metodi di espansione della coscienza e di esperienza diretta del divino, come spiegato dall’autrice e da studiosi contemporanei. Una cornice storico-religiosa che emerge è quella di un dialogo tra pratiche monastiche occidentali e percorsi mistici orientali, che si esplica in una lettura delle visioni e dei detti come fonti di conoscenza spirituale non duale.

Nomi chiave del contenuto:

  • Ildegarda di Bingen (1098-1179) — mistica, teologa, poetessa, monaca benedettina, autrice delle opere principali e figura guida della spiritualità medievale.
  • Lal Ded (circa 1350- circa 1400) — poetessa indiana, esponente di una sintesi tra tradizioni indu e sufi, voce centrale della liberazione attraverso la conoscenza diretta.
Lalla e Ildegarda di Bingen: due poetesse mistiche, due donne straordinarie
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