Manovra 2026: oggi il passaggio alla Camera, lunedì il voto di fiducia

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Manovra 2026: oggi il passaggio alla Camera, lunedì il voto di fiducia

Il percorso legislativo della manovra finanziaria destinata al 2026 prosegue attraverso una serie di fasi istituzionali cruciali, culminando con l'approdo nelle aule parlamentari. Dopo aver ricevuto il via libera in Senato, il testo passa ora alla Camera dei Deputati, dove si configura il momento centrale delle discussioni e delle votazioni definitive. La strategia adottata dal governo prevede un comparto di interventi articolati, che spaziano dal campo fiscale a quello delle politiche di sostegno alle imprese, con un occhio particolare alle esigenze sociali e alle riforme strutturali.

approdo della manovra in aula alla camera dei deputati

Le attività hanno ripreso già nella giornata di domenica 28 dicembre, con l'apertura dei lavori della commissione Bilancio. La discussione si è concentrata sull'illustrazione del testo da parte dei relatori e sulla valutazione delle proposte di modifica presentate. La sessione si è protratta con l'esame delle ammissibilità degli emendamenti, la loro discussione e le eventuali ricorse. La seduta si è conclusa con le votazioni che stabiliranno quali emendamenti saranno inclusi nel dibattito finale.

fasi e tempistiche della discussione parlamentare

Le trattative si intensificheranno nel pomeriggio con l'inizio delle dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia, prevista intorno alle 17:20. Successivamente, saranno avviate le operazioni di scrutinio che si concluderanno con l'esito del voto finale, atteso prima di mezzogiorno di martedì 30 dicembre. Successivamente, si procederà con l'esame degli ordini del giorno e si annunciata la possibilità di una sessione notturna per concludere i lavori.

emendamenti e opposizioni alla manovra

In tutto, sono stati presentati circa 949 emendamenti dai gruppi di opposizione, molti dei quali sono stati illustrati e messi al voto dalla commissione Bilancio. La maggior parte proviene dal Partito Democratico, con circa ottanta proposte, di cui alcune sono stati cofirmate con altre forze di opposizione. Il Movimento 5 Stelle ha presentato un centinaio di emendamenti, dei quali circa dieci-sei sono stati condivisi con altre forze. La volontà di contestare la manovra deriva dal sentimento che si tratti di una legge che, secondo gli oppositori, riduce le spese per sanità, scuola e pensioni, mentre aumenta significativamente le spese militari, colpendo i più fragili e ignorando le emergenze salariali.

le principali misure della manovra approvata

Il Senato ha approvato una manovra complessiva di circa 22 miliardi di euro, caratterizzata da interventi fiscali, sostegni alle imprese e nuove tasse. Tra le principali iniziative si evidenzia un taglio delle tasse con la riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33% per redditi fino a 50.000 euro, e l'ampliamento della pace fiscale attraverso la possibilità di rottamare cartelle dal 2000 al 2023 con 54 rate bimestrali, mantenendo il tasso di interesse sulle rate al 3%. Sul fronte bancario e assicurativo, sono previsti più di 12 miliardi di euro di contributi aggiuntivi, con modifiche che interessano la deducibilità delle perdite e l'acconto sui premi assicurativi.

correzioni e nuove imposte

Le imposte sulla RC Auto subiranno un incremento dell'aliquota al 12,5% a partire da gennaio 2026. L'imposta sulle transazioni finanziarie verrà aumentata, con aliquote che passeranno allo 0,2% nei mercati regolamentati e allo 0,4% negli altri, mentre l'aliquota sulle negoziazioni ad alta frequenza salirà allo 0,04%. La normativa restringe l'accesso al regime di esenzione dai dividendi per le holding, limitando l'esenzione a partecipazioni superiori al 5% o di valore fiscale sopra 500mila euro.

interventi sulle imprese, le agevolazioni e i risparmi fiscali

Le agevolazioni per investimenti in beni strumentali vengono prorogate fino al 30 settembre 2028, con percentuali di maggiorazione variabili dal 50% al 180% a seconda dell'entità dell'investimento e delle aree interessate, come le Zone Economiche Speciali (ZES) e la trasformazione digitale. Sono stati aumentati i fondi destinati al credito d’imposta Transizione 4.0, ora a quota 1,3 miliardi, e sono stati previsti incentivi per le aziende che investono in beni prodotti in altri Stati dell'Unione Europea. La ritenuta d’acconto per le imprese subirà una riduzione progressiva, partendo dallo 0,5% nel 2028 e salendo all’1% dal 2029.

misure per il lavoro e previdenza

Tra le misure più rilevanti, si conferma l’esenzione del 50% dei dividendi ai lavoratori derivanti da azioni, fino a 1.500 euro annui, prorogata fino al 2026. La normativa elimina la possibilità di cumulare la pensione anticipata di vecchiaia con i fondi pensione complementari. Per i lavoratori precoci, si prevedono aumenti progressivi dei tagli all’anticipo pensionistico, con risparmi crescenti dal 2027 al 2034.

finanziamenti e progetti infrastrutturali

Viene confermato il rifinanziamento per il Ponte sullo Stretto di Messina, in seguito a aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei lavori e delle risorse disponibili. In ambito edilizio, si mantiene il sostegno al Piano Casa, con risorse allocate per incentivare il settore edilizio e le ristrutturazioni immobiliari.

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