Manovra 2025: taglio Irpef, nuove imposte e lotta all'evasione
Una complessa riforma fiscale si appresta a entrare in vigore, con una serie di interventi che spaziano dai tagli alle aliquote **Irpef** alle nuove imposte e alle misure di lotta all’evasione fiscale. La manovra, approvata dall’Assemblea legislativa con il supporto di importanti modifiche, si distingue per la presenza di interventi mirati a rafforzare la capacità di recupero del patrimonio statale e a redistribuire i carichi fiscali tra diverse categorie di contribuenti.
tagli all’Irpef e nuove imposizioni fiscali
riduzione delle aliquote e incentivi fiscali
Dal primo gennaio, la seconda fascia di tassazione dell’**Irpef** scenderà dal 35% al 33%, determinando un risparmio complessivo di quasi 3 miliardi di euro annui. Nonostante ciò, i benefici per i contribuenti saranno modesti, con un risparmio massimo di circa 440 euro per chi percepisce un reddito superiore a 50mila euro annui. La manovra introduce inoltre regimi fiscali agevolati per le pratiche di rinnovo contrattuale del biennio 2025-2026, a condizione che il reddito non superi i 33mila euro. Sono previste anche conferme e ampliamenti di incentivi come l’imposta sostitutiva pari all’1% sui premi di risultato e la flat tax del 15% su maggiorazioni e indennità per lavoro notturno e festivo, riservata a chi guadagna meno di 40mila euro.
incremento delle tasse e nuove imposte
Tra le entrate aggiuntive figurano aumenti delle accise sui tabacchi e sul gasolio, con rispettivi gettiti stimati di 213 e 552 milioni di euro. La tassa sulle transazioni finanziarie, nota come Tobin tax, verrà raddoppiata, permettendo allo Stato di incassare circa 337 milioni di euro in più ogni anno. Dal 2024, entrerà in vigore anche un’imposta del 33% sulle plusvalenze derivanti da criptovalute diverse dalle stablecoin in euro, con un introito stimato di circa 7 milioni. Nel settore commerciale, sarà introdotto un nuovo contributo di 2 euro sui pacchi postali provenienti da paesi extra-Ue, portando entrate per circa 122 milioni di euro. Si prevede inoltre un acconto dell’85% sui premi assicurativi per auto e imbarcazioni, che potrebbe ricadere sui consumatori finali.
misure di sostegno alle imprese e innovazioni fiscali
agevolazioni e nuove entrate per il settore aziendale
Le imprese beneficeranno di norme che confermano e rafforzano il quadro di incentivi già esistenti. Sono state inserite misure come l’estensione triennale dell’**iperammortamento** e il sostegno alle Zone Economiche Speciali (ZES). Nel contempo, si anticipano alcuni aspetti della tassazione sulle plusvalenze e si aumenta l’imposta sulla rivalutazione di terreni e partecipazioni, con un incremento stimato di gettito di circa 490 milioni di euro nel 2026. La possibilità di affrancare riserve in sospensione d’imposta con una tassa sostitutiva del 10% ulteriormente contribuirà a una maggiore entrata fiscale, che si aggirerà intorno ai 420 milioni di euro.
tassazione e norme anti evasione rafforzate
Particolare attenzione è rivolta alla lotta all’evasione fiscale, con normative che migliorano gli strumenti di accertamento e controllo. Una nuova disposizione permette all’Agenzia delle Entrate di effettuare liquidazioni d’ufficio anche in assenza di dichiarazioni, utilizzando dati digitali come fatture elettroniche e corrispettivi telematici. La soglia di indebitamento oltre cui i contribuenti non possono compensare crediti fiscali è stata dimezzata, passando a 50mila euro, mentre sono stati rafforzati i controlli sui professionisti e sulle pubbliche amministrazioni, prevedendo il versamento di una quota di crediti fiscali con debiti pendenti.
anticipazioni sulle norme future
A partire dal 2028, entrerà in vigore la ritenuta d’acconto dello 0,5% sui pagamenti di servizi e beni in ambito aziendale, con l’obiettivo di potenziare la raccolta di informazioni e il monitoring fiscale. Si attendono ulteriori passi avanti con l’obbligo di collegamento digitale tra POS e cassa telematica, previsto dal 1° gennaio 2026, che rappresenta un altro strumento di controllo e di trasparenza fiscale.
Nessun riferimento a personalità specifiche è presente nella fonte, mentre l’approccio generale è volto a migliorare la compliance fiscale, ridurre il differenziale di tassazione tra categorie e rafforzare le capacità di riscossione dello Stato.
