Limes non fa politica, studia i conflitti: per comprenderli servono tutte le voci
In un contesto di acceso dibattito sul ruolo interpretativo della geopolitica, emergono elementi significativi legati alle dimissioni di quattro collaboratori storici di una rivista specializzata e alla replica pubblica del suo direttore sull’andamento del conflitto in Ucraina. L’episodio mette in luce tensioni tra analisi indipendente, apertura al confronto e percezione pubblica delle posizioni sull’evoluzione della crisi internazionale.
dimissioni dei collaboratori di limes e la linea editoriale su ucraina
Federigo Argentieri, Franz Gustincich e Giorgio Arfaras hanno formalizzato l’addio con un telegramma inviato nel novembre 2025, chiedendo di essere esclusi dal consiglio. Vincenzo Camporini, generale in pensione ed ex capo di stato maggiore della Difesa e fino a quel momento membro del consiglio scientifico, ha annunciato la propria uscita il 15 dicembre. Le dimissioni sono state motivate come risposta a una linea editoriale ritenuta troppo indulgente verso la Russia e ostile verso l’Ucraina.
Il direttore Lucio Caracciolo ha spiegato la sua lettura della situazione: Limes non è una rivista politica di partito, ma un mezzo analitico che mira a confrontare diverse prospettive. Secondo lui, per analizzare i conflitti è necessario ascoltare tutte le parti coinvolte, anche quelle che spesso restano escluse dal mainstream. Se si vuole possedere una verità assoluta, la si racconta da sé; invece, lo scopo della pubblicazione è mettere a confronto opinioni diverse e includere anche le posizioni dei russi. In questo senso, la rivista potrebbe offrire utilità al dibattito interno al Paese ascoltando entrambe le voci.
La discussione pubblica è stata accompagnata da una riflessione sull’uso delle categorie morali: distinguere tra intuizioni sull’«intelligenza del nemico» e l’«intelligenza col nemico» aiuta a evitare confusione interpretativa quando si analizzano i conflitti. L’intervento televisivo ha rilanciato una lettura realista della situazione: non è stato registrato un negoziato in corso finché la guerra resta tra le parti belligeranti e i contatti non si sono dimostrati sufficienti, né diretti né efficaci.
Riguardo all’evoluzione del conflitto, Caracciolo ha sottolineato i rischi legati al proseguimento della guerra, auspicando che si arrivi almeno a una forma di tregua piuttosto che a una pace definitiva. Secondo lui, la gravità della posta in gioco implica una prospettiva di lungo periodo, con l’eventualità che la situazione possa trascinarsi oltre il tempo visibile.
persone coinvolte nel dibattito
personaggi coinvolti nell’evento editoriale e nelle conseguenze pubbliche sono:
- Lucio Caracciolo
- Federigo Argentieri
- Franz Gustincich
- Giorgio Arfaras
- Vincenzo Camporini