L'architetto italiano in Svizzera: quando l'errore professionale ha un prezzo

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L'architetto italiano in Svizzera: quando l'errore professionale ha un prezzo

Le case definiscono percorsi di vita e raccontano come una scelta possa trasformare lavoro, famiglia e radici. La storia di teodoro rossolino descrive un percorso professionale e personale intrecciato tra due realtà: l’Italia e la Svizzera, con una prospettiva incentrata sull’urbanistica, la cultura e i legami familiari.

teodoro rossolino: architetto tra napoli e nyon

Fino al 2013 la sua abitazione era a Caserta. A 45 anni ha deciso di trasferirsi in Svizzera, per cercare un nuovo equilibrio professionale e personale. Il progetto di quel passaggio nasce dalla volontà di trovare un nuovo posto nel mondo e di potenziare il ruolo professionale.

Dopo alcuni mesi, la vita familiare è arrivata a completarsi: la moglie e la figlia si sono unite a lui, una scelta non facile da vivere lontano da loro. Oggi la famiglia è composta da quattro persone: Matteo, il figlio, che nell’italiano conserva un accento francese, e Fabiana, senza inflessioni particolari. Il principale orgoglio è aver trasmesso anche il dialetto napoletano ai figli.

ruolo professionale e prospettive in svizzera

La famiglia Rossolino risiede a Nyon, dove Teodoro lavora nell’amministrazione comunale come responsabile dell’urbanistica sia per il settore privato sia pubblico. Una volta a settimana, insieme a un collega, si dedica ad attività in uno studio di architettura.

Dal punto di vista professionale, la scelta si è rivelata corretta: in Svizzera l’architetto è coinvolto anche nell’esecuzione dei lavori e il progetto viene depositato al comune già con i dettagli, inclusi gli aspetti termici e climatici. Rispetto all’Italia, dove la direzione lavori è affidata all’ingegnere e i calcoli si separano dal progetto, qui si assicura una visione integrata fin dall’inizio. Oggi Teodoro si sente più apprezzato e riconosciuto nel contesto locale: “qui c’è rispetto per tutti, aldilà del titolo.”

valori, meritocrazia e relazioni sociali

Secondo lui, la meritocrazia è una componente fondamentale e il riconoscimento arriva per ciò che si è in grado di offrire. In Campania il lavoro riceveva minore considerazione economica e prestigio; in Svizzera, invece, si è valorizzati per le competenze e il potenziale. Si percepisce anche una fiducia nelle persone: inizialmente può apparire naif, ma con il tempo si consolidano rapporti concreti. Se si commette un errore, si paga: questo meccanismo riflette un equilibrio tra correttezza e responsabilità.

La dinamica delle relazioni, inoltre, si discosta da certi tipi di ipocrisia: gli svizzeri sono descritti come freddi in una fase iniziale, ma diventano leali e disponibili con il trascorrere del tempo. Il tessuto sociale privilegia una lealtà che si costruisce con la conoscenza reciproca, piuttosto che con apparenze.

educazione civica e contesto scolastico

La cultura civica in Svizzera è presente fin dall’infanzia: i bambini imparano a ringraziare chi si ferma per farli attraversare e questo non è frutto di un insegnamento domestico, ma di un’educazione condivisa. Il rispetto delle regole è molto rigoroso: la segnaletica è integrata nella quotidianità senza necessità di controllo costante. I figli, tornando in Campania, notano differenze come la gestione dei rifiuti o la necessità di essere tenuti per mano durante l’attraversamento. Le scuole collaborano con la polizia per offrire corsi di sicurezza agli studenti e promuovono pratiche civiche nella comunità.

il legame con l’italia e la famiglia

Nonostante la soddisfazione professionale, resta una nostalgia per l’Italia, i suoi amici, la famiglia, il caos e il calore. L’Italia viene descritta come una terra di contraddizioni, poliedrica e flessibile, qualità che risultano preziose anche all’estero. Si torna in patria quando possibile, talvolta con i figli, per far conoscere Napoli e la cultura locale. Durante le visite, si raccontano aneddoti con toni vivaci: i colleghi svizzeri, accompagnati da Teodoro, hanno vissuto Napoli come una città dall’energia contagiosa e hanno assistito a episodi tipici, tra taxi e osservazioni sui comportamenti cittadini.

persone citate

  • Teodoro rossolino
  • Fabiana
  • Matteo
Architetto in Svizzera: “In Italia ci sentiamo più furbi, qui il rispetto delle regole è rigoroso. E chi sbaglia, paga”
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