Il narcotrafficante 'fantasma' della 'ndrangheta scomparso senza lasciare traccia
Nel panorama della criminalità organizzata, emerge il profilo di un latitante noto con lo pseudonimo Fantasma. Dal blitz delle forze dell’ordine milanesi, avvenuto il 25 novembre, Antonio Barbaro risulta irreperibile e ufficialmente latitante. Figura centrale in una rete di traffico di droga internazionale, la sua vicenda mette in luce una dinamica organizzativa radicata tra Calabria e Lombardia, con legami storici nelle cosche dell’Aspromonte.
fantasma latitante: profilo e contesto
La ricostruzione processuale descrive Barbaro come promotore e organizzatore di un traffico internazionale di stupefacenti, nell’ambito di un’iniziativa coordinata dalla procura milanese. Secondo l’accusa, coadiuvava Franco Barbaro nelle operazioni di importazione, partecipava alle decisioni relative al prezzo della sostanza e gestiva parte della cassa associativa, effettuando pagamenti agli emissari dei fornitori. L’indagine evidenzia che Fantasma agiva in qualità di investitore e decisore autonomo sulle quantità da vendere e sui margini, mantenendo contatti con gruppi criminali acquirenti.
ruolo e imputazioni principali
Nell’ambito dell’indagine, Barbaro è indicato come figura chiave nel coordinamento delle attività legate all’importazione e alla commercializzazione della droga. Il ruolo comprendeva definizione dei prezzi, gestione della liquidità della rete e stretti legami con Franco Barbaro per l’organizzazione delle operazioni di importazione.
dimensioni dell’operazione e contesto economico
Secondo la ricostruzione, più di 3,5 tonnellate di cocaina sarebbero state trafficate in meno di un anno, con transizioni logistiche permettendo lo stoccaggio iniziale e la successiva vendita sull’asse Milano. L’attività ha previsto gestione bancaria e meccanismi di pagamento legati ai flussi tra i vari attori del gruppo.
radici familiari e legami con la cosca
Fantasma è figlio di Domenico Barbaro, noto come Incrostia l’Anca, già condannato per mafia e affiliato alla cosca Barbaro Castanu. L’andamento genealogico si intreccia con la discendenza materna dalla linea dei Nigri, espandendo la rete di contatti e di incroci tra le dinamiche milanesi e le strutture calabresi.
residenza, territorio e possibile rifugio
Per anni la sua abitazione è stata individuata in una via privata di Gudo Visconti, nell’area compresa tra Lombardia e Lombardia sud-occidentale. Le ipotesi sull’attuale rifugio indicano una possibile collocazione in Calabria o in aree della cintura milanese-pavese, dove la presenza delle forze dell’ordine potrebbe essere meno pressante.
reti operative e contatti
La rete criminale guidata da Fantasma avrebbe intrecci con soggetti legati alle cosche dell’Aspromonte e rapporti con componenti di altre realtà criminali. L’indagine segnala contatti con esponenti responsabili di importazioni, logistica e gestione delle risorse, mantenuti in contatto con interlocutori di mercato e con riferimenti operativi a livello regionale.
In tale quadro, emergono riferimenti a figure associate alle cosche che hanno operato lungo i canali interni alla rete di narcotraffico, con ruoli di supporto nelle fasi di importazione, trasporto e monetizzazione.
paragrafo dedicato alle personalità citate
- Antonio Barbaro (detto Fantasma)
- Franco Barbaro
- Giuseppe Trimboli
- Bruno Trimboli
- Michele Portolesi
- Marjus Aliu
- Domenico Barbaro (detto Incrostia l’Anca)
