Gregge investito treno: 70 pecore morte, l'azienda agricola rischia anche una multa
Un drammatico episodio ha coinvolto un gregge di pecore tra San Miniato e Fucecchio nel pomeriggio di giovedì 18 dicembre, con conseguenze pesanti sia sul piano umano sia economico. L’evento ha evidenziato criticità legate all’assenza di recinzioni in un tratto del territorio interessato e ha impattato immediatamente la circolazione ferroviaria locale.
pecore sui binari tra san miniato e fucecchio: episodio e conseguenze
Si stima che circa settanta pecore siano morte sui binari dopo essere state investite da due treni sulla linea Firenze-Livorno. L’incidente ha causato un sospensione temporanea della circolazione nella tratta interessata nel pomeriggio, generando disagi operativi e costi per la gestione dell’emergenza.
Per l’azienda agricola proprietaria del gregge è stata applicata una sanzione amministrativa di quasi 4.000 euro per i disagi causati all’esercizio ferroviario, mentre si proseguiva con la gestione della situazione e delle conseguenze logistiche legate all’emergenza.
contesto e dinamiche dell’area
Le pecore si trovavano nei pressi di via Cavane, una zona dove, secondo quanto ricostruito, pascolano da anni senza recinzioni lungo parte del tratto. Le bestie, secondo le testimonianze, avrebbero seguito i capibranco sui binari: un movimento improvviso che ha impedito interventi efficaci per allontanarle. Il pastore avrebbe tentato di separarle utilizzando anche i cani, ma la presenza di una discesa ripida dall’altro lato dei binari ha reso difficile l’allontanamento.
Tra gli animali investiti vi erano esemplari gravidi, e una porzione del gregge – stimata tra venti e trenta capi – è riuscita a salvarsi ma ha riportato ferite importanti. L’assenza di recinzioni nel tratto interessato è stata segnalata come elemento chiave che ha reso più complessa la gestione del pascolo e dei movimenti degli ovini.
intervento e gestione immediata
All’esito dell’evento, vigili del fuoco, polizia ferroviaria, carabinieri e personale delle Ferrovie hanno coordinato le operazioni di rimozione delle carcasse, che è durata oltre cinque ore. Parallelamente sono stati sostenuti i costi legati allo smaltimento delle carcasse e al supporto logistico necessario durante la gestione dell’emergenza.
conseguenze economiche e richieste di messa in sicurezza
La situazione ha acceso il dibattito sulle misure di sicurezza: l’azienda ha espresso la volontà di impugnare la sanzione economica, evidenziando la mancanza di recinzioni nel tratto interessato e la necessità di una messa in sicurezza del terreno e della viabilità pastorale. L’episodio è stato descritto come un duro colpo sia emotivo sia economico per l’attività familiare, che ha dovuto affrontare la rimozione delle carcasse e i relativi costi di smaltimento, oltre agli effetti sulla circolazione ferroviaria.
