Gesù bambina nel presepe: la spiegazione di Don Vitaliano

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Gesù bambina nel presepe: la spiegazione di Don Vitaliano

Nel contesto natalizio di una comunità della provincia di Avellino, una rinnovata interpretazione del presepe invita a leggere la nascita di Gesù attraverso una lente di inclusione e dignità. L’allestimento in Capocastello, frazione di Mercogliano, propone una riflessione che collega la scena tradizionale alle condizioni di chi vive marginalità, violenza e sfide quotidiane.

presepe 2025: gesù nasce anche donna

In una narrativa che mette al centro la povertà e la condizione femminile, il sacerdote Don Vitaliano Della Sala descrive un presepe che quest’anno rappresenta Gesù come bambina. La sua spiegazione, affidata a un lungo testo pubblicato durante la notte di Natale, richiama le origini della tradizione: San Francesco d’Assisi a Greccio aveva cercato di avvicinare la gente all’esperienza del primo Natale, proponendo una versione semplice ma evocativa della nascita.

Secondo l’autorevole voce del sacerdote, il Presepe ha sempre raccontato la realtà del tempo, dall’impoverimento ai conflitti, includendo elementi contemporanei senza rinunciare al significato originario. Quest’anno la scena siria arricchita da una prospettiva che collega la nascita a donne vittime di violenze, migrazioni e precarietà, suggerendo che la storia sacra possa incarnarsi anche in chi vive ai margini della società.

presepe 2025: origini, letture e accenti sociali

La narrazione propone una riflessione sul modo in cui la Natività si confronta con il tempo presente: non si tratta di una scena fissa, ma di una realtà che chiede di essere letta tra le pieghe della Storia, tra povertà, guerre e spostamenti di popolazioni. Anche per quest’anno, la disposizione delle luci, l’allestimento e la presenza di una statuina di cartapesta richiamano l’idea di una mangiatoia moderna, dove i poveri e gli ultimi occupano il centro della scena.

La riflessione invita a considerare come la nascita possa accadere nei contesti più umili, tra persone senza casa, senza terra o senza mezzi, e trae ispirazione dall’immagine di una realtà inedita che invita a superare resistenze ideologiche sui ruoli e sulle identità.

presepe 2025: una chiamata all’accoglienza e all’uguaglianza

Il messaggio centrale è che la nascita di Gesù si sfiora quando si riconosce la dignità di ogni persona, indipendentemente dal genere, dall’origine o dallo status sociale. Guardando al testo evangelico, la semplicità della scena richiama la necessità di un’apertura verso la realtà quotidiana e verso le persone che vivono ai margini. Il motivo della rinascita divina si intreccia con una richiesta di inclusione che supera barriere tradizionali, promuovendo una lettura del Natale come occasione di dialogo e cambiamento.

Nominativi principali presenti nella narrazione:

  • Don Vitaliano Della Sala
  • San Francesco d’Assisi
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