Fiabe di cera": gli Uffizi riscoprono l'arte antica della ceroplastica

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Fiabe di cera": gli Uffizi riscoprono l'arte antica della ceroplastica

Una nuova esposizione agli Uffizi porta al centro dell’attenzione la storia della ceroplastica, ponendo in rilievo i capolavori dell’arte in cera realizzati tra XV e XVII secolo. Il percorso espositivo attraversa una tradizione artigianale di grande rilievo, in cui la materia, morbida e neutra, poteva trasformarsi in volti e corpi dall’aspetto quasi immortale. L’allestimento recente, situato al piano terra della Galleria, è concepito per restituire dignità statuaria a una pratica spesso relegata a margine della storia dell’arte, rivelando come le corti fiorentine, in particolare i Medici, siano state protagoniste di una raccolta visionaria e conservativa di queste opere. L’apertura è prevista dal 18 dicembre 2025 al 12 aprile 2026, in spazi nuovi pensati per valorizzare questa categoria di reperti.

ceroplastica rinascimentale e fiorentina: la mostra

La rassegna si propone di far emergere una parte della produzione artistica che, per età, tecnica e funzione, merita attenzione come parte integrante della scultura europea. La ceroplastica viene contestualizzata non come curiosità folkloristica, ma come arte a pieno titolo, capace di esprimere virtuosismi formali e contenuti simbolici indialoghi con altre pratiche plastico-scultoriche dell’epoca. Attraverso una lettura basata sulle fonti storiche, gli organizzatori mostrano come la tecnica della cera sia stata impiegata in contesto fiorentino fin dall’inizio del Quattrocento, in relazione con le innovazioni della fusione a cera persa e con la produzione di oggetti di piccola e grande scala, accompagnati da pittura e scultura.

novità scientifiche

Il progetto mira a superare luoghi comuni sull’origine e la funzione culturale della ceroplastica. Alcune teorie storiche hanno attribuito al ritratto rinascimentale un legame ancestrale con immagini funerarie, ma la mostra propone una lettura basata sui fatti: la pratica della ceroplastica fiorentina non è una derivazione diretta di modelli romani, bensì un’eredità specifica della realtà locale. La tecnica rinascimentale dei calchi utilizzava principalmente la creta, non la cera, e la diffusione della ceroplastica a Firenze si lega all’evoluzione della siderurgia del bronzo e all’uso della ceramica in ambito metrico e decorativo. La mostra descrive con rigore storico queste dinamiche, offrendo una cornice critica alle interpretazioni che hanno associato l’arte ceroplastica a sfere magiche o esoteriche, restituendo dignità e contesto alla pratica artistica.

novità espositive

All’interno del racconto espositivo, vengono proposti reperti che avevano avuto una collocazione in luoghi significativi come la Tribuna degli Uffizi e Palazzo Pitti, poi distaccati dalle collezioni nel Settecento e ora restituiti al museo. L’allestimento riunisce circa 90 opere tra cere policrome, dipinti, sculture, cammei e pezzi in pietra dura, con prestiti da musei diversi. Tra i pezzi emblematici figurano l’anima urlante all’Inferno, attribuita a Giulio de’ Grazia, e la maschera funebre in gesso di Lorenzo il Magnifico, realizzata dallo scultore Orsino Benintendi. Una sala è dedicata al maestro della ceroplastica fiorentina di fine Seicento, Gaetano Giulio Zumbo, presente con l’opera La corruzione dei corpi, tema ricorrente nel suo catalogo. L’allestimento, progettato come una ragnatela di percorsi, intende invitare il visitatore a una lettura critica della storia dell’arte, liberandola da letture psicanalitiche preventive e offrendo una prospettiva basata sui reperti e sulle testimonianze dell’epoca.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Simone Verde, evidenzia l’obiettivo di “portare la ceroplastica fuori da cornici mitologiche” e di restituire dignità agli artisti che hanno modellato questa disciplina, mettendo in luce l’operatività di maestri come Gaetano Zumbo e la loro importanza nel patrimonio scultoreo europeo. Il percorso museale si sviluppa come un viaggio attraverso i capolavori e i maestri internazionali, ma anche come una riflessione critica sulla storia della ceroplastica e sul modo in cui la sua memoria è stata interpretata nel tempo.

il percorso

prima sala: maschere funerarie e ritratti in calco

La sezione iniziale presenta maschere funerarie e ritratti eseguiti con la tecnica del calco, mostrati anche in grandezza naturale, per aprire una visione ampia di come l’arte dei calchi si sia sviluppata nel Rinascimento fiorentino e come la ceroplastica si sia inserita tra molteplici esiti produttivi dell’epoca.

seconda sezione: cere policrome e bellezze in cera

Si esplorano opere policrome citate nell’inventario della Tribuna degli Uffizi, con riferimenti a autori quali Martino Pasqualigo, Giovanni Battista Capocaccia e Costantino de’ Servi. Si espone anche il ritrattino in cera di Francesco I de’ Medici attribuito a Pastorino Pastorini, legato dall’iconografia di Vasari alla cera policroma. Sono presenti esempi di bellezze in cera, vestite o nude, acquistate anche da Bianca Cappello, accompagnati da piccoli ritratti in cera di personaggi illustri.

terza sezione: i novissimi e i temi della mortalità

La sezione successiva indaga un tema molto presente nelle ceroplastiche early Seicento, cioè i “Novissimi” e le prefigurazioni della morte, offrendo una lettura critica basata sui documenti storici e sull’evoluzione della pratica artistica in questa disciplina. Nella contestualizzazione si mantiene l’attenzione al legame tra tecnica, cultura visiva e mercato di provenienza, con riferimenti ai principali protagonisti della ceroplastica fiorentina.

In sintesi, la mostra ricostruisce una storia nascosta ma significativa, valorizzando la ceroplastica come espressione di virtuosa maestria artigiana e come tassello essenziale della storia della scultura europea.

persone principali citate nel testo:

  • Valentina Conticelli
  • Andrea Daninos
  • Simone Verde
  • Giulio de’ Grazia
  • Lorenzo de’ Medici
  • Orsino Benintendi
  • Gaetano Giulio Zumbo
  • Lorenzo Ghiberti
  • Pastorino Pastorini
4 Dal Friso Leda e Cigno
5 De Grazia Anima in Purgatorio
6 - Costantino de' Servi - Le tre Marie
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