Cucina italiana in crescita nel 2025 nonostante le sfide agricole
Il periodo recente del sistema agroalimentare italiano si distingue per una combinazione di sfide internazionali e di investimenti mirati a sostegno delle filiere. Resilienza e innovazione emergono come elementi chiave per affrontare tariffe, accordi commerciali e una domanda interna in evoluzione, senza rinunciare a obiettivi di qualità e tutela del patrimonio enogastronomico.
sfide internazionali e dinamiche di mercato
In ottobre e dicembre tombola di tensioni sul terreno politico ed economico: una grande mobilitazione di allevatori e contadini a Bruxelles ha espresso opposizione a scelte ritenute svantaggiose per il comparto, legate alla riforma della Pac 2023-2027 e a proposte di un fondo unico con tagli alle risorse. Contestualmente è emersa la preoccupazione riguardo a un possibile accordo di libero scambio con mercati extraeuropei, che potrebbe influire sugli standard produttivi europei e sui flussi di importazione. La pressione collettiva ha portato a un rinvio dell’accordo con i Paesi del Sud America per permettere una revisione volta a garantire una maggiore reciprocità sull’import agroalimentare.
dazi e tariffe internazionali
La situazione sulle tariffe ha subito nuovi sviluppi: a partire dal 23 dicembre sono aumentate le tariffe cinesi sui prodotti lattiero‑caseari, raddoppiate dal 21,9% al 42,7%. Le esportazioni di formaggi italiani in Cina hanno raggiunto nel 2024 circa 71 milioni di euro, con una crescita significativa rispetto al 2020. Le misure in questione sono di natura provvisoria e antidumping, ma si inseriscono in un contesto già segnato da costi aggiuntivi per l’export agroalimentare made in Italy, colpito anche dalle tariffe statunitensi e da misure protezionistiche su alcuni marchi di pasta.
Non mancano segnali di flessione positiva: l’export agroalimentare italiano continua a rappresentare una quota importante del saldo commerciale, anche se resta vulnerabile alle oscillazioni tariffarie e agli scenari politici internazionali.
riconoscimenti e opportunità
Inaspettatamente, l’anno ha riservato una nota di riconoscimento importante: l’UNESCO ha conferito alla cucina italiana lo status di Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Oltre al valore culturale, la notizia potrebbe tradursi in una maggiore leva economica per l’export di cibo e bevande made in Italy e nel rafforzamento del turismo enogastronomico, apprezzato sia a livello nazionale che internazionale. Per quanto riguarda l’export complessivo, alcune stime indicano il raggiungimento di nuovi record nel 2025, con una quota export che potrebbe superare i 70 miliardi di euro, livello già toccato nel 2024.
coltivaitalia: misure di sostegno e prospettive
Il dibattito parlamentare è focalizzato sul disegno di legge Coltivaitalia, fortemente sostenuto dal ministro dell’Agricoltura. Il testo prevede un stanziamento complessivo di 1 miliardo di euro per il settore, con ripartizioni mirate: 300 milioni al Fondo di sovranità alimentare per promuovere colture strategiche, 300 milioni per accrescere l’autosufficienza nazionale di carne rossa e sostenere la zootecnia, 300 milioni per potenziare il piano olivicolo nazionale, volto al rilancio dell’olivicoltura in un contesto segnato da Xylella, siccità e concorrenza di importazioni a basso costo.
Dal lato dell’innovazione, vi sono segnali positivi per l’adozione di tecnologie avanzate: le Tea (Tecnologie di Evoluzione Assistita) promettono miglioramenti genetici delle colture senza equipararsi agli Ogm e potrebbero contribuire a ridurre l’uso di agrofarmaci. L’Italia è tra i Paesi europei principali a tessere percorsi di sperimentazione in campo, con l’obiettivo di integrare nuove pratiche senza modificare l’impostazione normativa degli Ogm.
Nel quadro del Bilancio nazionale, l’agroalimentare beneficia di misure del PNRR orientate a digitalizzazione, transizione ecologica e sostenibilità. Uno degli interventi chiave è rappresentato dal Parco Agrisolare, con una potenza installata prevista di 1.700 MW e un impegno di circa 3,2 miliardi di euro. Inoltre, il governo ha intensificato il sostegno ai contratti di filiera, sbloccando risorse significative per modernizzare la produzione e innalzare la qualità delle produzioni. A chiusura dell’anno, è stata introdotta una normativa volta a tutelare i prodotti agroalimentari italiani, contrastando fenomeni di italian sounding, migliorando la tracciabilità e rafforzando la sicurezza alimentare, con nuove norme penali e sanzioni amministrative più incisive.
In un aggiornamento di rilievo, si guarda anche al rafforzamento delle filiere con strumenti di mercato moderni, capaci di garantire stabilità e redditività agli operatori nelle diverse regioni. L’obiettivo resta quello di consolidare un modello economico in cui l’innovazione, la sicurezza e la trasparenza siano al centro della competitività.
figure chiave nel dibattito
Nel corso degli ultimi mesi emerge una serie di nomi che hanno influenzato il dibattito e le scelte politiche e commerciali. Di seguito un breve elenco delle figure di riferimento:
- Ursula von der Leyen
- Francesco Lollobrigida
- Donald Trump