Cucina italiana: 5 milioni di italiani dipendono pacchi alimentari, situazione in peggioramento
In un paese dove il cibo scorre abbondante ma non sempre in modo equo, la relazione tra spreco alimentare e vulnerabilità cresce in intensità. Il primo volume dell’Osservatorio Cursa sull’insicurezza e la povertà alimentare presenta dati concreti, scenari di rischio e una riflessione critica sulle politiche esistenti, offrendo uno sguardo articolato sulla condizione di famiglie, pensionati e nuclei monogenitoriali di fronte all’insicurezza alimentare.
insicurezza e povertà alimentare in italia: dati chiave e contesto
Ogni anno in italia si perdono 67 kg di cibo pro capite, mentre cresce il numero di persone che saltano i pasti, rinunciano alla qualità dell’alimentazione o dipendono da sistemi di aiuto sempre più sotto pressione. Il volume curato dall’Oipa, realizzato con diverse università italiane e la FAO, mette in luce un quadro segnato dall’inflazione alimentare, dal fenomeno dei working poor e dalla disoccupazione, fattori che hanno accentuato l’insicurezza. Si evidenzia inoltre che la principale risposta è stata l’aumento degli aiuti, ma questa misura non basta: cinque milioni di persone in italia ritirano pacchi alimentari, e dietro di loro si concentrano famiglie e soggetti vulnerabili. Pensionati e famiglie monogenitoriali risultano tra le categorie più esposte.
Una lettura significativa riguarda la relazione tra impoverimento dei redditi, redditi e insicurezza alimentare: la metà delle persone che avrebbero diritto agli aiuti non li riceve a causa di requisiti troppo stringenti o di inefficienze strutturali. Le reti di sostegno esistenti sono percepite come insufficienti per affrontare le cause strutturali dell’insicurezza alimentare, che richiedono interventi organici e mirati.
risposte di policy e limiti delle misure correnti
Le misure in vigore, come l’Assegno di inclusione che ha sostituito il Reddito, hanno comportato una riduzione della platea dei beneficiari. Accanto a questo, strumenti quali la “Carta dedicata a Te” e il Reddito Alimentare sono citati ma non risultano essere soluzioni definitive per risolvere la dinamica di fondo. Il volume critica l’assenza di politiche capaci di intervenire sulle cause strutturali, evidenziando come l’Italia occupi una posizione tra i paesi europei con margini di miglioramento significativi in termini di protezione sociale e alfabetizzazione alimentare.
In chiave comparata, il testo richiama la necessità di strumenti di accompagnamento al reddito per le fasce più deboli e fragili, riconoscendo che anche nei paesi sviluppati la questione resta aperta e che non è sufficiente una sola leva di intervento. Le conclusioni puntano a politiche coordinate, integrate e lungimiranti, capaci di ridurre le vulnerabilità e di rafforzare reti di sicurezza alimentare e sociale.
roma capitale: deserti alimentari e vulnerabilità nelle periferie
Un capitolo rilevante del volume è dedicato alla città metropolitana di roma capitale, dove circa un terzo della popolazione vive in aree considerate deserte alimentari, prive di punti vendita accessibili. Parallelamente, il 35% dei residenti rientra in zone identificate come deserti solidali, territori privi di reti strutturate di aiuto. Le periferie urbane si distinguono per una maggiore vulnerabilità e una disponibilità di scelte alimentari ridotta, con un minore accesso al sostegno pubblico e una vulnerabilità strutturale più marcata. Questi elementi delineano una geografia della povertà alimentare che richiede azioni mirate a livello locale e territoriale.
figure di rilievo coinvolte nel progetto e nel volume
- Maurizio Martina
- Davide Marino
- Daniela Bernaschi
- Francesca Benedetta Felici
Maurizio Martina è intervenuto sul tema dell’impatto delle misure di sostegno e sull’allocazione delle risorse; ha sottolineato la necessità di strumenti di accompagnamento al reddito anche nei contesti avanzati e ha invitato a non tergiversare di fronte alle sfide poste dall’insicurezza alimentare.