Crostacei: stop alla bollitura per ridurre la sofferenza
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Nel periodo delle festività cresce l’attenzione sul trattamento dei crostacei vivi, mettendo al centro benessere, etica e responsabilità lungo la filiera. Una campagna promossa da una coalizione di associazioni animaliste, guidata da Animal Law Italia, richiama l’attenzione su pratiche comuni durante le celebrazioni e propone riferimenti normativi volti a tutelare gli esemplari decapodi.
crostacei decapodi: tutela, pratiche di uccisione e cambiamenti legislativi
crostacei decapodi: contesto della campagna e promotori
La campagna evidenzia la vendita di crostacei vivi, spesso esposti legati e alloggiati su letti di ghiaccio, e ne denuncia le modalità di trattamento che causano dolore, stress e paura agli esseri senzienti. A sostegno dell’iniziativa intervengono numerose associazioni, tra cui Animal Law Italia, Animal Equality, Ciwf, Enpa, Essere Animali, Lav, Leal, Lndc e Oipa.
crostacei decapodi: richieste concrete della campagna
- vietare la vendita di crostacei vivi
- proibire la conservazione su ghiaccio o in acqua ghiacciata
- bandire la bollitura da vivi, inclusa la tecnica di riscaldamento graduale
crostacei decapodi: intervento di licia colò e appello pubblico
In rilievo è l’appello pubblico lanciato da Licia Colò, invitando a informarsi sulla vita dei crostacei e sui metodi di uccisione utilizzati. L’intervento non mira a demonizzare il consumo, ma a contrastare pratiche che causano sofferenze evitabili. La conduttrice sottolinea la necessità di considerare la ricerca scientifica sullo status di senzienti degli animali decapodi e invita a riflettere sulle modalità con cui vengono uccisi: aragoste, granchi, astici e gamberi sono spesso soggetti a processi che provocano sofferenza prolungata.
crostacei decapodi: basi scientifiche e riferimenti internazionali
- 2021: rapporto della London School of Economics analizza oltre 300 studi e conclide che i crostacei decapodi manifestano sentimenti, dolore e sofferenza.
- Regno Unito, dal 2022: riconosciuti ufficialmente come esseri senzienti; l’associazione nazionale dei veterinari ha chiesto metodi di uccisione definiti “umani”.
- Europa: norme specifiche in vigore in Austria, Norvegia e Svizzera.
- Se l’Italia adottasse parametri legislativi per cattura, maneggio, trasporto, stoccaggio e uccisione, potrebbe innescare un cambiamento più ampio anche a livello europeo.
crostacei decapodi: impatto sul contesto domestico e commerciale
La coalizione invita a una modifica normativa che chiuda la possibilità di infliggere sofferenze non necessarie, proponendo che sia consentita solo la vendita della carne, per ridurre prolungati maltrattamenti che terminano con la bollitura. Si osserva come le grandi catene distributive potrebbero adottare buone pratiche anche in assenza di obblighi di legge, contribuendo a un’evoluzione civile del settore.
Nel dibattito emergono riferimenti scientifici e normative che animano una discussione destinata a riflettersi a livello nazionale ed europeo, con l’obiettivo di garantire pratiche più mappings a livello di cattura, gestione e uccisione.
persone citate nella trattazione
- Licia Colò
- Alessandrio Ricciuti


