Cortina di Stelle' di Fulvio Morella alle Olimpiadi: arte tra le vette

• Pubblicato il • 4 min
Cortina di Stelle' di Fulvio Morella alle Olimpiadi: arte tra le vette

In quota, dove l’aria diventa più rarefatta e la luce taglia nitidamente l’orizzonte, l’arte assume una dimensione di attraversamento. cortina di stelle è una mostra che nasce come esperienza oltrepassare confini, ospitata al Lagazuoi expo dolomiti dal 3 gennaio al 5 aprile 2026. L’idea guida è superare i limiti non con una negazione, ma con una verifica condivisa: attraversarli insieme, tra terra e cielo, tra salita e respiro.

cortina di stelle: esperienza tra terra e cielo

La scelta di Cortina d’Ampezzo e della funivia che porta al Lagazuoi non è puramente scenografica: è una provocazione fisica. La salita diventa una prova di esporsi, di misurare il passo con il vuoto e con le condizioni climatiche. In questo contesto, lo sport paralimpico è riflesso e analogia: l’impresa non è individuale, ma di squadra. Nelle discipline adattate, atleta e guida condividono ritmo, decisioni e rischio, costruendo un insieme coeso. Si vince insieme, si perde insieme, si vive insieme come principio fondante dell’intera esperienza espositiva.

una grammatica fisica e sport condiviso

Il percorso espositivo allinea la grammatica della salita a quella delle pratiche sportive: la dimensione alta della montagna invita a mettere a rischio sicurezza e coscienza del proprio corpo. La comunità diventa parte integrante dell’opera, in quanto l’azione artistica si sviluppa attraverso un dialogo continuo tra visione, tatto e presenza collettiva.

le opere paralimpiche: l’eroe non è solo

Al centro della mostra si collocano le opere nate dal dialogo con il Comitato Italiano Paralimpico, sviluppate anche per il Premio CIP–USSI. L’artista non propone un’iconografia dell’eroe solitario, ma interroga cosa significhi essere eroi oggi. Due opere rilevanti, Ulisse e Penelope, emergono in Braille Stellato: le parole dell’Odissea si trasformano in punti braille, trasformando il cielo in costellazioni leggibili al tatto. Il vuoto presente tra le stelle diventa segno del ritorno, del nostos. Penelope, dall’altro lato, si dispone in un ovale che ricorda un volto, offrendo un gesto di riconoscimento. Il braille diventa intimità condivisa e accoglienza del cambiamento.

l’eroismo non appartiene solo a chi compie l’impresa, ma a chi ne facilita la realizzazione: guide, allenatori e una comunità che sostiene l’esito della sfida.

La sezione “I limiti non esistono” costituisce l’opera-soglia dell’intero progetto, presentata in una nuova forma. Si tratta di una pupilla di stelle: un grande ricamo in bronzo su tessuto, dove i segni del braille si trasformano in corpi celesti. La scelta del bronzo, invece che dell’oro o dell’argento, evidenzia l’idea che il valore non risiede nel podio ma nel gesto condiviso. L’opera è dedicata a tutti gli atleti paralimpici, non solo ai vincitori, perché la storia si scrive anche attraverso chi arriva ai Giochi.

dal braille alla luce: blind wood, braille stellato, braillight

La mostra intreccia i principali cicli di ricerca dell’artista. In Blind Wood i materiali dialogano in mappe architettoniche viste dall’alto; la lettura guidata dal braille rivela la parzialità di ogni sguardo. Con Braille Stellato il testo diventa cielo: i punti braille diventano costellazioni tattili, leggibili grazie a una traduzione condivisa tra vista e tatto. In Braillight, presentato in forma completa, la luce acquista materia: sculture di legno d’amaranto e acciaio emettono un alfabeto luminoso che orienta senza abbagliare, come una stella polare. In quota la funzione della luce diventa strumento, non ornamento.

olimpiadi, memoria e futuro

Il legame con Milano Cortina 2026 struttura l’evento in modo organico: la mostra rientra nel programma culturale ufficiale e dialoga con la memoria olimpica attraverso oggetti provenienti dal museo dello sport e dell’olimpismo, tra cui una torcia simbolica; tali reperti non celebrano soltanto il passato ma proiettano la memoria verso il futuro. Accanto alle opere, la presenza di atleti paralimpici come René De Silvestro e Moreno Pesce rende evidente il patto tra arte e sport: l’eccellenza nasce dal rigore, dalla fiducia e dalla collaborazione.

Secondo il curatore, l’operazione inclusiva non è una semplificazione: eleva la qualità e amplia le possibilità di linguaggio, trasformando l’inclusione in una questione di precisione sensibile e di attenzione condivisa.

oltre la cortina

A oltre 2.700 metri di quota, cortina di stelle invita a una fruizione che va oltre la visione: occorre leggere, toccare e condividere. Il cielo e la montagna incontrano la comunità quando arte e sport diventano linguaggi comuni. I limiti non scompaiono, ma si sollevano come una cortina che, attraversata insieme, ricrea una nuova prospettiva collettiva.

La mostra è promossa da CRAMUM insieme a Lagazuoi expo dolomiti, in collaborazione con FISIP e il Comitato Olimpico Sammarinese, con il patrocinio di INJA Louis Braille e del Comitato Italiano Paralimpico, nell’ambito dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026.

nominativi principali presenti nell’esposizione

  • Fulvio Morella
  • Sabino Maria Frassà
  • René De Silvestro
  • Moreno Pesce
A duemila metri la mostra “Cortina di Stelle” di Fulvio Morella: l’infinito condiviso tra arte, sport e Olimpiadi
Cortina di Stelle' di Fulvio Morella alle Olimpiadi: arte tra le vette
Cortina di Stelle' di Fulvio Morella alle Olimpiadi: arte tra le vette
Categorie: Cronaca

Per te