Corteo a Torino contro lo sgombero di Askatasuna: le ultime notizie

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Corteo a Torino contro lo sgombero di Askatasuna: le ultime notizie

In una giornata di forte mobilitazione, Torino è stata attraversata da un corteo di dimensione significativa contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Il raduno ha raccolto partecipanti da diverse realtà e ha messo in evidenza la volontà di difendere le attività e le reti sociali del quartiere, con striscioni, bandiere e slogan che hanno accompagnato la marcia.

corteo contro lo sgombero del centro sociale askatasuna a torino

Oltre 2000 partecipanti stanno sfilando, con la presenza di bandiere della Palestina e del movimento No Tav, oltre a cartelli che recitano slogan come «Askatasuna non si tocca» e «le lotte non si arrestano». È stato allestito uno striscione realizzato dalle famiglie del quartiere, che richiama l’impegno collettivo e la condivisione di spazi sociali.

La città è apparsa blindata, con un imponente schieramento di forze dell’ordine e controlli mirati alle stazioni ferroviarie per monitorare eventuali arrivi dall’esterno. Anche i mezzi pubblici che attraversano la zona sono stati deviati, testimoniando una gestione della mobilità volta a minimizzare tensioni e disagi.

partecipazione, slogan e prospettive future

Dal microfono sono stati rilanciati messaggi di compattezza e di resistenza, con dichiarazioni mirate a sottolineare che l’azione va oltre la difesa di un singolo centro sociale e riguarda i movimenti di solidarietà e di liberazione che coinvolgono diverse realtà sociali. Il portavoce del centro sociale Stefano ha sottolineato che l’assemblea cittadina del 17 gennaio e la manifestazione nazionale del 31 gennaio a Torino rappresentano tappe decisamente significative per proseguire il percorso di mobilitazione. È stato sottolineato che l’attenzione non è rivolta solo all’edificio, ma all’impatto della politica di sgombero sui movimenti incentrati su Palestina e sulle reti di mutuo soccorso.

In merito allo sgombero, Antonio Tajani, vicepremier, ha evidenziato che la legge deve essere rispettata e che, in caso di violenza, lo Stato ha il dovere di intervenire per garantire sicurezza e ordine. È stata richiamata l’esigenza di evitare qualsiasi messaggio violento, pur riconoscendo il diritto di manifestare con luoghi e tempi adeguati. Le dichiarazioni hanno sottolineato che la violenza contro cittadini e forze dell’ordine non può essere tollerata, e che la legge va sempre applicata.

Il contesto ha evidenziato un dispiegamento di forze e una gestione della viabilità che ha reso il quartiere Vanchiglia quasi inaccessibile a residenti e lavoratori, con una presenza continua di personale di pubblica sicurezza.

protagonisti presenti

  • Antonio Tajani – vicepremier e protagonista delle dichiarazioni sull’ordine pubblico
  • Stefano – portavoce del centro sociale
  • Piantedosi – ministro dell’Interno
  • Pasolini – citato come riferimento storico nelle riflessioni sul confronto tra movimento e stato

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