Condannato a un anno e mezzo per stalking a Novi Ligure
Una vicenda giudiziaria di rilievo recente riguarda episodi di stalking denunciati contro una donna, culminati in una sentenza del tribunale di Alessandria. Pier Carlo Gabutti, 51 anni e residente a Novi Ligure, è stato condannato a seguito di un dibattimento che ha messo in luce condotte insistenti e minacciose nel periodo tra il 2020 e il 2022. Il ministero pubblico aveva chiesto una pena complessiva superiore, ma la decisione finale ha previsto una soluzione meno severa, legata al percorso di recupero.
pier carlo gabutti: stalking e sentenza ad alessandria
la vicenda giudiziaria
Il pubblico ministero ha delineato un profilo dell’imputato capace di sfruttare le fragilità della persona offesa, descrivendo una vittima che avrebbe cercato di allontanarlo senza successo. Secondo la difesa, invece, i presunti comportamenti non avrebbero retto all’analisi, in quanto la persona offesa avrebbe continuato a incontrare Gabutti anche dopo le denunce. Durante un periodo di malattia, Gabutti avrebbe indicato, tramite certificato, la reperibilità presso l’abitazione della donna.
le contestazioni principali
- diffusione di un’immagine privata tramite WhatsApp il 5 luglio 2020, in violazione di un espresso accordo con la persona offesa;
- messaggi minatori che, secondo l’accusa, richiedevano in modo
- pressioni insistenti per riprendere i rapporti, accompagnate da insulti e tentativi di sminuire la vittima;
- presentazioni all’abitazione della donna, suonando il campanello e, secondo l’accusa, entrando nonostante il rifiuto;
- in stato di ebbrezza, l’imputato avrebbe afferrato e immobilizzato la vittima sul divano, con condotte che avrebbero portato a un contenuto disturbing e all’impossibilità di chiedere aiuto immediato;
- l’episodio avrebbe causato timore per l’incolumità della parte offesa e la necessità di intervento delle forze dell’ordine.
la difesa e la posizione dell’imputato
Durante l’orazione finale, l’avvocato di Gabutti ha sottolineato il buon comportamento processuale dell’imputato e ha contestato l’ipotesi di stalking. È stato evidenziato che la donna continuava a incontrarlo anche dopo le denunce; nel dibattito, la difesa ha puntualizzato come la ratio del reato degli atti persecutori ruoti attorno a uno stato d’ansia e a un timore fondato, elementi che, a suo avviso, non sarebbero persistiti nella vittima.
la decisione del tribunale
Il tribunale ha emesso una condanna di 1 anno e 6 mesi di reclusione, con la condizionale subordinata al percorso di recupero presso enti preposti. Il avvocato Davide Bianchi, difensore di Gabutti, ha annunciato la sua intenzione di valutare le motivazioni della sentenza per decidere su eventuali ulteriori passi dinanzi alla Corte di Appello. La parte civile era rappresentata dall’avv. Francesco Andronico.
elementi di contesto e riferimenti procedurali
Nella narrazione processuale, emergono elementi come conservazione di contatti nonostante denunce, periodi di contatti non correlati a una diagnosi clinica, e circostanze che hanno accompagnato l’evoluzione dell’azione legale. L’esito odierno riflette una valutazione specifica delle circostanze e delle prove raccolte nel corso delle indagini e del dibattimento.
persone nominate nel procedimento
- Pier Carlo Gabutti, imputato
- Gianluigi Biasci, giudice
- Davide Bianchi, avvocato difensore
- Francesco Andronico, avvocato della parte civile