Cloroformio nelle cantine: l'inquinamento invisibile di Spinetta

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Cloroformio nelle cantine: l'inquinamento invisibile di Spinetta

La presenza di composti organici clorurati nelle cantine di Spinetta Marengo è stata oggetto di osservazione da parte delle autorità sanitarie e ambientali, con interventi mirati a garantire la sicurezza abitativa. Le analisi e i controlli hanno seguito un percorso di monitoraggio e di aggiornamento delle misure previste, portando a una gestione sempre più articolata della situazione, sia in ambienti confinati sia nell’aria esterna.

cloroformio nelle cantine di spinetta marengo: quadro di sorveglianza e provvedimenti

Nel 2022, un’ordinanza firmata dal sindaco di Alessandria ha circoscritto un’area del sobborgo per adottare precauzioni legate alla possibile presenza di sostanze clorurate negli ambienti interrati. Le analisi dell’Arpa hanno indicato la presenza di composti organici clorurati, tra cui cloroformio, tetracloruro di carbonio, tetracloroetilene e tricloroetilene, in corrispondenza di spazi interrati all’interno delle abitazioni indicate.

Le aree interessate dall’intervento comprendono porzioni di Via Genova, sia sul lato dispari sia su quello pari, nonché Via Sant’Audina, Vicolo Stivardi e Vicolo dell’Oro. Le indicazioni dell’ordinanza prevedevano misure concrete per mantenere ambienti ben ventilati, attraverso sistemi di ventilazione meccanica in assenza di aperture adeguate, limitare l’esposizione a fumo e sostanze, evitare contenitori di sostanze potenzialmente emittenti VOC e ridurre i rischi legati al riscaldamento dei locali.

contesto normativo e misure adottate

Con l’obiettivo di contenere l’esposizione, vennero suggerite pratiche di gestione degli ambienti e di tutela della pavimentazione e delle strutture, ponendo attenzione a prodotti a base di acqua per le superfici interne e a una generale aerazione degli spazi. L’orientamento era di minimizzare fonti aggiuntive di inquinanti e di contenere la migrazione dei vapori attraverso eventuali fessurazioni o difformità delle pavimentazioni.

monitoraggi e dati principali

Da tempo l’Arpa ha monitorato la qualità dell’aria indoor consultando i controlli avviati a partire dal 2018. Le campagne del 2021 avevano confermato la presenza di composti clorurati, evidenziando come le discontinuità delle pavimentazioni delle cantine costituissero vie preferenziali per la migrazione dei vapori. Nel 2025 sono state avviate due campagne di monitoraggio mirate all’ambiente confinato e all’aria esterna, con l’obiettivo di aggiornare lo stato della situazione e di fornire i risultati agli enti competenti.

andamenti della falda e rilievi di laboratorio

Il rapporto dell’Arpa datato marzo 2025 segnala un innalzamento della falda in alcune zone, quasi un metro, ed evidenzia un incremento del monitoraggio dal 2021, esteso a un numero maggiore di pozzi e controlli trimestrali. Nelle prime tre campagne del 2025 sono stati prelevati oltre 150 campioni, con ulteriori analisi in corso. L’elaborazione dei dati riguarda oltre 15.000 elementi, suddivisi per categorie di contaminanti e articolati su circa 300 punti di indagine, includendo anche i PFAS. I primi riscontri sui PFAS indicano conferme in punti esterni allo stabilimento, ma resta in attesa un quadro definitivo tramite la relazione ufficiale.

prospettive e prossimi passaggi

Secondo le valutazioni della direzione Arpa di Alessandria, l’interpretazione dei dati richiede tempo e coinvolge una mole significativa di informazioni. I risultati delle campagne 2025, una volta definitivi, saranno comunicati agli enti territoriali per eventuali provvedimenti aggiuntivi rispetto all’ordinanza vigente, considerando le condizioni specifiche dell’area.

Figure chiave del contesto:

  • Giorgio Abonante
  • Marta Scrivanti

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