Centralina idroelettrica in Valle di Adamè: quando l'energia green diventa una minaccia ambientale
Nel contesto montano del parco regionale dell’adamello, la Valle di Adamè ospita una centrale idroelettrica operante a quota elevata, pensata per sostituire generatori alimentati a combustibili fossili con un’apertura energetica locale e silenziosa. Il progetto, sviluppato tra il 2016 e il 2017 dal gestore della baita a 2100 metri, ha visto nel 2022 l’autorizzazione accompagnata da una serie di prescrizioni stringenti mirate a tutelare l’ambiente circostante e a integrare l’opera nel paesaggio imponendo limiti e criteri di compatibilità.
valle di adamè: centrale idroelettrica nel parco regionale dell’adamello
valle di adamè – contesto ambientale e riferimenti normativi
Il sito si colloca in **area di elevata sensibilità ambientale** all’interno del Parco Adamello, con la presenza di **torbiere** che rappresentano habitat particolarmente tutelati. La designazione Natura 2000 conferma la necessità di bilanciare interventi infrastrutturali con protezione degli ecosistemi. La valutazione d’incidenza, invece, ha liquidato gli impatti come **non significativi** senza prevedere un monitoraggio specifico, e non ha illustrato adeguatamente la fauna alpina protetta né ulteriori habitat interessati.
valle di adamè – autorizzazioni e prescrizioni del 2022
La realizzazione ha ottenuto l’autorizzazione nel 2022 con una serie di prescrizioni, tra cui la copertura immediata degli scavi e la realizzazione di strutture in muratura in linea con l’ambiente. L’impianto è stato progettato per fornire una produzione stimata di **52 MWh/anno**. La baita, già dotata di impianti fotovoltaici, ha un fabbisogno stagionale stimato intorno a **10 MWh**. All’interno del Piano Territoriale di Coordinamento è vietata la costruzione di nuovi impianti idroelettrici o nuove derivazioni, salvo deroga per autoconsumo in loco, subordinata però alla piena compatibilità ambientale delle opere; l’impianto realizzato risulta, in seguito, sovradimensionato rispetto a tali limiti. La definizione del Deflusso Minimo Vitale (DMV), o deflusso ecologico, è stata eseguita con strumenti non pienamente conformi alle esigenze di teletrasmissione continua previste dalla normativa vigente.
valle di adamè – valutazioni ambientali e criticità della gestione
Le prescrizioni e la gestione dell’intervento hanno suscitato rivalutazioni sull’effettiva compatibilità ambientale: la documentazione disponibile mostra lacune su alcune verifiche indispensabili e su aspetti cruciali della valutazione d’impatto. In particolare, la necessità di monitorare in tempo reale i flussi d’acqua e gli effetti sul contesto idrico non ha trovato piena soddisfazione nelle procedure previste.
valle di adamè – stato dei lavori e controlli
A distanza di poco tempo dall’avvio dei lavori, le ispezioni hanno evidenziato segnali di incompletezza e mancato completamento di interventi di ripristino ambientale. Tra le criticità segnalate: tubazioni ancora non coperte, mancata rinverdimento delle aree interessate, deposito di materiale di cantiere, uso intensivo di calcestruzzo e gestione discutibile dei rifiuti. La Comunità Montana, ente gestore del parco, ha emesso una diffida al concessionario per il rispetto delle prescrizioni. Un sopralluogo indipendente condotto nel luglio 2025 ha constatato un cantiere ancora aperto e non perimetrato, con misure di sicurezza non fully in linea con quanto previsto.
valle di adamè – interventi e provvedimenti successivi
Nell’ottobre 2025 il Comune di Saviore dell’Adamello ha emanato un’ordinanza mirata a demolire le opere non autorizzate o non conformi e a ripristinare il sedime originario nell’area della centralina. Le contestazioni includono opere realizzate nel letto del torrente non previste dal progetto, la realizzazione di un bacino artificiale in cemento anziché l’invaso più naturale autorizzato, tratti di tubazioni posati in modo non conforme e rifiniture ancora incomplete. A supporto delle contestazioni è stata la relazione tecnico-ambientale del Comitato per la Difesa del Parco dell’Adamello, che ha evidenziato difformità esecutive e criticità rispetto alle tutele vigenti, promuovendo pieno rispetto delle regole.
Il caso mette in rilievo la distanza tra l’obiettivo di riduzione degli impatti energetici del rifugio e le condizioni stringenti di tutela di un sito Natura 2000 d’alta quota; una logica volta a favorire benefici ambientali non dovrebbe risultare prettamente strumentale, ma sostenibile per l’intero ecosistema.
Oggi è il 29-12-2025.