Catanzaro restituisce 400mila euro del "Dopo di noi" per mancata spesa

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Catanzaro restituisce 400mila euro del "Dopo di noi" per mancata spesa

Questo testo esamina le dinamiche di utilizzo delle risorse del Fondo Dopo di noi, evidenziando criticità di programmazione e differenze tra quanto previsto e quanto effettivamente realizzato sui territori. L’analisi mostra come le risorse, pur quando disponibili, non sempre si traducano in interventi concreti a favore delle persone con disabilità grave e delle loro famiglie.

fondo dopo di noi: risorse e impatto sui servizi

Le risorse mensili disponibili hanno subito una contrazione, passando da circa 90 milioni a 72 milioni l’anno, e in diverse realtà regionali restano insufficienti. Alcune amministrazioni hanno impiegato meno fondi di quanto previsto o li hanno persino restituiti, riducendo l’impatto sui progetti essenziali destinati alle persone con grave disabilità che ne hanno diritto.

Nelle realtà locali emergono fenomeni di dispersione di risorse già assegnate: ritardi nella programmazione, difficoltà contabili e assenza di coprogrammazione tra enti comunali e soggetti del Terzo settore. Tali dinamiche ostacolano la realizzazione di interventi strutturali, supporti abitativi e percorsi di autonomia per i destinatari della legge sul Dopo di noi.

caso calabrese: catanzaro e la restituzione dei fondi

Un episodio significativo riguarda il Comune di Catanzaro, che ha restituito alla Regione Calabria oltre 400mila euro, risorse che avrebbero potuto sostenere circa 70 progettazioni già avviate, tra cui ristrutturazioni, alloggi attrezzati, laboratori diurni e soggiorni brevi per l’autonomia abitativa degli utenti.

Le associazioni locali hanno denunciato ritardi burocratici e carenze di programmazione a livello regionale, oltre a mancata coprogrammazione con gli enti del Terzo settore. Secondo loro, il Fondo è un diritto esigibile e non va considerato come opzione facoltativa, chiedendo un cambio di passo nelle politiche sulla disabilità per evitare situazioni simili.

In risposta, l’assessore alle Politiche sociali ha riferito che la restituzione riguarda solo due annualità e che gli interventi restano garantiti, mentre non sono state diffuse altre comunicazioni ufficiali al momento. Il tema resta oggetto di discussione tra istituzioni, famiglie e associazioni di categoria.

prove e opinioni sul campo: opinioni di reti e esperti

La questione ha una dimensione nazionale con riflessi anche al Sud. I portavoce delle associazioni hanno evidenziato una distanza tra norme e attuazione pratica, sottolineando che i fondi esistono ma la loro spesa è frenata da ostacoli amministrativi e dalla mancata trasformazione delle risorse in progetti concreti di autonomia. Si rileva una situazione in cui le leggi restano scritte, ma la realtà continua a mostrare difficoltà di realizzazione sui territori.

In particolare, nelle analisi di portavoce di movimenti regionali emerse si segnala che, tra il 2016 e il 2022, lo Stato ha destinato risorse significative al Dopo di noi, ma una parte rilevante non è stata effettivamente impiegata. Le cause principali individuate includono burocrazia, inefficienza e responsabilità frammentata tra livelli di governo. Le segnalazioni di diverse reti associative indicano che la mancata adozione di progetti concreti di vita indipendente alimenta timori tra famiglie, che temono una gestione non in linea con i bisogni quotidiani dei loro cari.

perimetro normativo e prospettive future

La cornice normativa mira a facilitare l’attuata di Progetto di vita personalizzato e partecipato, inserito in un quadro in cui la pubblica amministrazione ha l’obbligo di promuovere autonomia e inclusione, mettendo al centro la persona destinataria degli interventi. La semplificazione del sistema di accertamento dell’invalidità e l’implementazione di percorsi di vita personalizzati sono indicati come passaggi chiave per rendere effettivi i diritti sanciti dalla legge sul Dopo di noi, trasformando le risorse in interventi concreti sul territorio.

Gli esperti chiedono una governance più efficace, una comunicazione trasparente e tempi certi per la realizzazione dei progetti, affiancati da un accompagnamento tecnico adeguato ai territori per tradurre le risorse disponibili in misure efficaci di supporto, autonomia e inclusione delle persone con disabilità.

figure chiave nel dibattito

Nel dibattito emergono diverse figure legate a enti, associazioni e amministrazioni che esprimono valutazioni e proposte concrete.

  • Rita Ciciarello
  • Oltre l’Autismo Catanzaro Odv
  • Coordinamento Associazioni Salute Mentale
  • Nunzio Belcaro
  • Marco Macrì
  • Maurizio Attanasi
  • Morena Manfreda
  • Fortunato Nicoletti
  • Nessuno E’ Escluso
Dopo di noi, proteste dopo che Catanzaro ha restituito 400mila euro per incapacità di spenderli. E ora le associazioni si rivolgono alla Corte dei Conti
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