Aziende faunistico-venatorie equiparate alle imprese: una svolta normativa

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Aziende faunistico-venatorie equiparate alle imprese: una svolta normativa

Una modifica normativa recente dissolve un lungo periodo di incertezza per gli operatori del settore faunistico-venatorio, definendoli ufficialmente imprese e aprendo nuove opportunità di gestione del territorio e di sviluppo economico nelle aree interne. L’intervento, inserito nella Legge di Bilancio, introduce principi chiari e un modello gestionale integrato che mette insieme tutela ambientale e attività produttive.

equiparazione delle aziende faunistico-venatorie alle imprese

Con l’emendamento approvato, le aziende faunistico-venatorie sono autorizzate e regolamentate in forma di impresa, sia individuale sia collettiva, superando il vincolo della gestione senza fini di lucro che ha limitato lo sviluppo per decenni. La norma consente e chiarisce l’assetto operativo su numerosi contesti territoriali, includendo la gestione di oltre un milione di ettari a livello nazionale.

contesto normativo e approvazione

La disposizione istituisce un quadro normativo definito, capace di accompagnare la nascita di imprese faunistico-venatorie strutturate come vere e proprie attività imprenditoriali. La regolamentazione mira a favorire una gestione più trasparente e integrata con gli obiettivi di tutela ambientale, con possibilità di investimenti e riutilizzo dei proventi all’interno del settore.

conseguenze economiche e ambientali

L’equiparazione consente una multifunzione agricola avanzata, in grado di legare la protezione dell’habitat a nuove opportunità di sviluppo. Tra le possibilità emergenti, la valorizzazione del ruolo turistico delle aziende faunistico-venatorie, sul modello di esperienze legate all’enoturismo, e la potenziale nascita di una filiera agroalimentare della selvaggina, particolarmente significativa per le aree svantaggiate.

ruolo fiscale e gestione imprenditoriale

Dal punto di vista fiscale, le entrate derivanti dall’attività venatoria e dai servizi connessi sono inquadrate come redditi d’impresa agricola, integrati come attività complementare svolta dall’imprenditore agricolo. Nell’assetto riformato, il concessionario non è più solo un gestore di un istituto faunistico, ma imprenditore rurale in grado di reinvestire i profitti per adempiere agli obblighi di miglioramento ambientale previsti dalle concessioni regionali.

evoluzione della gestione e prospettive

Il percorso di riforma nasce da anni di concertazione con le istituzioni e dalla costituzione di una filiera organizzata che ha posto le basi per trasformare le aziende faunistico-venatorie in centri di produzione di servizi ambientali. Il modello gestionale risulta chiaro e sostenibile, in grado di diventare un volano di sviluppo per le aree interne, integrando allevamento della fauna, vendita della selvaggina e accoglienza rurale in un ciclo produttivo integrato.

Nominativi menzionati nel testo:

  • Mauro Bianco
  • Roberto Bianco

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