Avvocato De Rensis turbato contatto nel caso Garlasco

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Avvocato De Rensis turbato  contatto nel caso Garlasco

Un nuovo elemento della vicenda di Garlasco emerge con forza, concentrandosi sull'avvocato di Stasi, Antonio De Rensis. Le dichiarazioni rilasciate in voce a una trasmissione televisiva hanno inoculato un quadro preciso di eventi e di contatti che coinvolgono la sfera difensiva, i magistrati e le procedure in corso. L’obiettivo è offrire una ricostruzione fedele ai fatti fin qui noti, senza aggiunte interpretative non supportate dalle fonti disponibili.

delitto di garlasco: precisazioni sull'avvocato de rensis

In seguito alle rivelazioni dei periti che hanno analizzato i sistemi informatici della vittima e di Alberto Stasi, emerge un retroscena che riguarda direttamente De Rensis, legale del presunto autore dell’omicidio. Durante la discussione, l’avvocato ha negato con fermezza qualsiasi colloquio riservatissimo con il procuratore Napoleone, specificando che all’incontro erano presenti altri magistrati di riferimento del pool.

la versione fornita dall'avvocato

De Rensis ha chiarito di non aver mai avuto alcun contatto segreto con il procuratore Napoleone. Ha indicato che, in tale contesto, erano presenti il sostituto Zanoncelli, ora operativo a Milano, la sostituta De Stefano e l’aggiunto Civardi, a dimostrazione di una cornice procedurale trasparente e documentata, dove non si verificano incontri informali non registrati.

l'episodio che ha turbato de rensis

Durante la trasmissione Ore 14 Sera, condotta da Milo Infante, l’avvocato ha riferito di un fatto anomalo verificatosi il 13 luglio 2022: alle 13:30 aveva lasciato il palazzo di giustizia e, alle 18:45, mentre era nel proprio studio, si è verificata una situazione che lo ha turbato senza provocare alcuna paura. L’episodio è stato documentato e riportato ai responsabili competenti, con la testimonianza di due avvocati.

la comunicazione con le istituzioni

Il giorno successivo De Rensis ha relazionato al Procuratore Capo quanto era accaduto, estendendo lo stesso rapporto ai sostituti. Ha spiegato che, nonostante l’insolito evento, non si trattava di una minaccia; lo status di difensore di Stasi era noto a pochi, e in quel frangente fu garantita la piena tracciabilità degli interventi. L’avvocato ha ricordato che, nella data in questione, erano soltanto Napoleone e i sostituti a conoscere la sua legittima posizione, aggiungendo che Nessuno in Italia sapeva della sua difesa, e che tutto è stato opportunamente registrato e gestito nel rispetto delle normative.

In chiusura, De Rensis ha sottolineato di rimanere turbato dall’episodio senza attribuire alcuna minaccia o intimidazione diretta, confermando l’impegno a mantenere integri i canali ufficiali e a procedere con trasparenza nelle comunicazioni tra studio legale e procure coinvolte.

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