Atlante digitale letterario: mappa terremoti ed eruzioni nella storia
Un progetto che unisce geologia, storia e immaginario collettivo crea una nuova esperienza di lettura e scoperta: una piattaforma digitale che trasforma secoli di narrazioni dedicate ai terremoti e alle eruzioni in percorsi interattivi. LAVA presenta un atlante letterario del pianeta che trema, offrendo una visione d’insieme inedita del modo in cui culture diverse hanno raccontato il rischio, la memoria e la rinascita.
lava: l'atlante interattivo
Al centro dell’iniziativa, l’atlante interattivo si pone come spazio visivo e relazionale capace di tradurre in forma digitale il cammino di ricerca. Le opere letterarie non sono semplici testimonianze, ma laboratori di emozione e pensiero in cui individui e comunità elaborano la paura, la perdita e i processi di ricostruzione. Ogni nodo dell’atlante mette in relazione eventi reali con simboli e metafore, con conseguenze storiche e sociali e con i linguaggi filosofici e poetici che raccontano il rischio, il trauma e la rinascita, offrendo un ecosistema narrativo accessibile e condivisibile.
- David Alexander
- Frank Westerman
- Isak Winkel Holm
- Matteo Belli
- Esther Kinsky
- Elleke Boehmer
- Biancamaria Rizzardi
il portale e la versione definitiva
La versione definitiva del portale è prevista di presentarsi a Pisa il 18 dicembre alle ore 15.15 nell’auditorium di Palazzo Blu; da quel momento sarà navigabile online, aprendo l’accesso al pubblico a livello globale.
il risveglio di encelado
Il convegno somma scienziati, scrittori e artisti per offrire tre lezioni magistrali, incontri letterari e una lezione-spettacolo, oltre a sei sessioni tematiche dedicate alle grandi metafore della catastrofe — Gaia, Prometeo, Mnemosyne, Tifone, Atlante, Efesto ed Encelado — e alle intersezioni tra scienza, cultura e immaginario. Iconografie del disastro nella storia dell’arte occidentale, storie intorno alla tragedia del lago Nyos in Camerun e un’analisi del “noir profetico” nell’opera kierkegaardiana alla luce della crisi climatica costituiscono i capisaldi programmatici. La lezione-spettacolo Sono una frana di Matteo Belli completa il quadro.
- David Alexander
- Frank Westerman
- Isak Winkel Holm
- Matteo Belli
- Esther Kinsky
- Elleke Boehmer
Per il convegno si aggiungono voci di autrici che intrecciano memoria e paesaggio, offrendo chiavi di lettura sul rischio e sull’imaginario collettivo: Esther Kinsky e Elleke Boehmer arricchiscono il programma con prospettive diverse. Le sessioni esplorano la percezione psicologica del rischio, la memoria collettiva, il racconto mediatico e cinematografico e le nuove frontiere computazionali applicate alle narrazioni dell’Antropocene.
- Esther Kinsky
- Elleke Boehmer
La coordinatrice Biancamaria Rizzardi sottolinea che il progetto mira a costruire una conoscenza senza confini, estendibile nelle scuole, nelle università e nei centri di ricerca, con l’obiettivo di trasformare la memoria della catastrofe in strumenti di comprensione e cura.
- Biancamaria Rizzardi
Eventi collaterali dell’apertura includono una mostra curata da Laura Gigli, Cinzia Romagnoli ed Elena Franchini, con selezioni dalle collezioni del Sistema Bibliotecario di Ateneo e testi di rilievo legati a eventi sismici locali. L’esposizione propone opere come Naturalis historia di Plinio e i commenti di Landino alla Divina Commedia, affiancati da testimonianze letterarie e scientifiche, offrendo uno sguardo dettagliato sui legami tra terremoti, paesaggio e memoria comunitaria. Dopo l’inaugurazione, la mostra resta aperta al pubblico fino al 30 gennaio presso la Biblioteca di Italianistica e Romanistica.
- Laura Gigli
- Cinzia Romagnoli
- Elena Franchini


