Arrestato il presidente dei Palestinesi in Italia: chi è Mohammad Hannoun

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Arrestato il presidente dei Palestinesi in Italia: chi è Mohammad Hannoun

Una maxi operazione di polizia ha portato all’arresto di nove individui, smantellando un meccanismo di raccolta fondi presentato come aiuto umanitario ma ritenuto collegato a finanziamenti e attività terroristiche legate a Hamas. L’indagine evidenzia legami tra diverse associazioni e figure della comunità, configurando un quadro di presunte responsabilità complesse e mirate a sostenere finalità illegali.

finanziamenti ad hamas: maxi operazione e arresti

contesto dell’indagine e gruppi coinvolti

Gli indagati sono sospettati di far parte di reti che hanno fornito supporto a Hamas mediante varie associazioni, inclusa una rete di organismi di beneficenza operanti nel territorio nazionale. Le accuse, nell’attuale fase delle indagini preliminari, includono la partecipazione a attività finalizzate a finanziare Hamas e attività terroristiche attraverso pluralità di enti. Le operazioni hanno coinvolto soggetti legali e volontari con sedi in diverse città italiane.

associazioni coinvolte e ruoli

Tra le realtà interessate dall’indagine emergono:

  • a.b.s.p.p. – associazione benefica di solidarietà col popolo palestinese, con sede a Genova;
  • a.b.s.p.p. o.d.v. – associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese – organizzazione di volontariato, con sede a Genova, dove è legale rappresentante Mohammad Hannoun;
  • la cupola d'oro – associazione benefica con sede a Milano, con legale rappresentante Abu Deiah Khalil.

profilo di mohammad hannoun

ruolo e passato legale

Mohammad Hannoun, cittadino giordano e presidente dei Palestinesi in Italia, è stato indicato tra le persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta. In passato ha già affrontato provvedimenti preventivi, come un Daspo emesso dal questore di Milano che gli ha impedito di tornare in città per un periodo di un anno, notificato a linate lo scorso ottobre per comportamenti ritenuti idonei a turbare l’ordine pubblico.

dichiarazioni e posizioni

Hannoun ha respinto le accuse, sostenendo di condurre solo progetti umanitari e di raccogliere fondi per iniziative in Palestina; ha ricordato che, tra il 2002 e il 2009, era stato indicato in passato per false accuse. «Il giudice del tribunale di Genova disse che realizzo progetti di aiuti a distanza, questo fa onore all’Italia», ha riferito, aggiungendo che forze e leggi italiane vanno rispettate. Ha inoltre dichiarato di essere un architetto residente in Italia da 42 anni e di proseguire nel rispetto delle norme, difendendo i diritti propri e del popolo palestinese.

reazioni pubbliche e contestualizzazioni

Tra le altre indicazioni dell’inchiesta emergono conferme da fonti politiche, tra cui Mariastella Gelmini, senatrice di Noi moderati, che ha confermato la partecipazione di Hannoun tra le persone arrestate per terrorismo e finanziamenti ad Hamas, sottolineando la cornice di indagine in corso e la necessità di fare luce sull’intera struttura.

note giuridiche e stato delle indagini

In questa fase delle indagini preliminari, gli accertamenti si concentrano sull’esistenza di un collegamento tra le diverse associazioni e i flussi di denaro, nonché sull’eventuale differsiamento tra finalità umanitarie dichiarate e destinazioni reali dei fondi. La situazione resta sotto esame da parte delle autorità competenti, con verifiche in corso sui ruoli e sulle responsabilità individuali di ciascun indagato.

Nel contesto dell’indagine emergono figure chiave legate all’inchiesta e al network associative in questione, che hanno portato a una discussione pubblica sull’equilibrio tra aiuti umanitari e rischi associati a finanziamenti illeciti.

  • Mohammad Hannoun
  • Mariastella Gelmini

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