Arrestati due imprenditori per sfruttamento del lavoro a Prato
Due opifici pratese, specializzati nella rifinizione di capi di abbigliamento per conto di terzi, sono stati interessati da un intervento ispettivo che ha rivelato gravi irregolarità nelle condizioni di lavoro. Le verifiche hanno esaminato posizioni contrattuali, sicurezza sui luoghi di lavoro e modalità di impiego del personale, portando a provvedimenti restrittivi e a rilievi di natura penale e amministrativa.
lavoro irregolare a prato: due opifici controllati e sanzioni
descrizione degli interventi e contesto operativo
Secondo quanto emerso, due titolari di origine cinese sono stati coinvolti in procedimenti penali per occupazione di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno e per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. All’interno delle strutture sono stati rinvenuti tredici lavoratori, tutti di origine cinese, irregolari sul territorio e senza contratto. Le attività delle ditte sono state sospese per aver impiegato un numero di lavoratori in nero superiore al 10% dei presenti. In uno dei due opifici è stato trovato un appartamento utilizzato come dormitorio.
dinamiche salariali e orari di lavoro
Per i dipendenti in possesso di permesso di soggiorno, le indagini hanno indicato retribuzioni inadeguate rispetto alle ore effettive lavorate, con turni che raggiungevano anche fino a 12 ore al giorno. Gli imprenditori sono stati contestati per la violazione della normativa sull’orario di lavoro e per il mancato rispetto dei periodi di riposo, con gli operai impiegati sette giorni su sette.
tutela della salute e sanzioni
Durante le verifiche sono emerse varie violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Le imprese hanno ricevuto multe sostanziose e le attività sono state oggetto di ulteriori provvedimenti, con l’applicazione di misure di sospensione e controlli successivi. A uno dei proponenti è stato anche imposto il divieto di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali per un anno.
