2025: il ordine mondiale tra isolamento Usa, stasi Ue e ascesa dei Brics+
Nel 2025 si è delineata una svolta cruciale per l’ordine globale: un sistema non sincronizzato, in cui ogni continente agisce secondo tempi differenti. In questo contesto emergono due movimenti contrapposti: da una parte il ritorno dell’isolazionismo militare degli Stati Uniti, dall’altra l’ascesa strutturale dei BRICS+ come asse portante di un nuovo assetto che va da Brasilia a Shanghai.
brics+ e i nuovi equilibri globali
La differenza temporale tra regioni diverse è diventata una chiave per leggere il presente e delineare le prospettive future. L’Europa appare relegata a una posizione di inerzia, mentre l’America Latina vive un evento storico: il Brasile detiene simultaneamente la guida del G20 e dei BRICS+, costruendo una dinamica di “diplomazia della sovrapposizione” che opera in molteplici contesti globali. La COP30 di Belém ha centrato l’accento sull’Amazzonia e sulla giustizia climatica come pilastri di un’agenda condivisa all’interno del blocco, accelerando l’uso della Nuova Banca di Sviluppo e promuovendo valute locali nel commercio intra-blocco.
tempo e potenze in assestamento
Lo scenario mostra due sistemi emergenti: uno occidentale che perde capacità di fissare regole comuni, e uno orientale che consolida strumenti di cooperazione capaci di supportare una crescita inclusiva e strutturale. L’infrastrutturazione finanziaria e commerciale del BRICS+ si conecta con la gestione di reserve valutarie e meccanismi di scambio interno che riducono la dipendenza dai canali tradizionali.
brics+ come architrave di un ordine alternativo
La gestione globale si sposta verso una cornice multilaterale che non si limita a reagire all’Occidente ma costruisce una propria logica operativa. La cooperazione tra i paesi membri e i partner del BRICS+ comprende sicurezza alimentare, transizione energetica e progetti infrastrutturali su larga scala, con una spinta verso l’uso di risorse e valute locali.
usa e isolazionismo: un vuoto istituzionale
Gli Stati Uniti hanno scelto di ridurre la partecipazione a nuove istituzioni globali, provocando un vuoto che i BRICS+ tendono a colmare. La mancata revisione delle quote del FMI e della Banca Mondiale ha facilitato l’ingresso di numerosi Paesi nella Nuova Banca di Sviluppo e negli accordi di swap valutari del blocco.
europa tra protezione e distanza
L’Europa si trova a dover scegliere tra un assetto di sicurezza globale che perde dinamismo e l’adesione a un contesto in cui la prospettiva asiatica e sud-sud diventa sempre più influente. L’ecosistema BRICS+ offre opportunità economiche e finanziarie che possono apparire preferibili rispetto a un modello europeo in stagnazione, con potenziali riflessi sui rapporti con Africa e Balcani.
asia: motore della trasformazione
La Cina è al centro del blocco: non è solo membro, ma principale finanziatrice e pilastro tecnologico. L’India funge da contrappeso democratico e demografico, collegando il mondo anglosassone e garantendo coerenza interna. Insieme, forniscono la massa critica economica, tecnologica e militare che sostiene la credibilità del progetto. I successi produttivi del 2025 danno fiducia alla capacità di mantenere una crescita sostenuta e di offrire al blocco mercati interni, rotte commerciali alternative e una presenza consolidata nelle negoziazioni climatiche e tecnologiche a livello globale.
oceania: espansione del perimetro strategico
Nell’Oceania emergono nuove dinamiche: nazioni insulari e peri-pacifiche guardano con attenzione agli strumenti del BRICS+, soprattutto per finanziare l’adattamento climatico attraverso la Nuova Banca di Sviluppo. Australia e Nuova Zelanda si muovono in un contesto dove l’influenza cinese e le offerte di cooperazione climatica del Brasile competono con la tradizionale leadership occidentale, ampliando il perimetro di influenza verso il Pacifico e l’intero emisfero sud.
il meccanismo economico dei brics+
I dati del 2025 mostrano un motore produttivo robusto in Asia e una domanda globale alimentata da un circuito integrato: materie prime dall’Africa e dall’America Latina, trasformazione industriale e tecnologia dall’Asia, finanziamenti tramite la NDB, consumo guidato da una classe media in espansione. Questo modello apre una nuova forma di globalizzazione, con standard e istituzioni proprie, orientati a una crescita non-punitiva e a una governance condivisa.
prospettive per il 2026: due sistemi in evoluzione
La domanda centrale riguarda se si consolideranno due sistemi globali parzialmente integrati. La sfida non è immaginare un tempo condiviso, ma prevenire che la desincronizzazione dei ritmi storici sfoci in uno scontro frontale tra vecchio ordine e potenze emergenti. Il successo o il fallimento del BRICS+ come piattaforma di governance concreta determinerà la stabilità globale nel decennio a venire. L’Europa, rimanendo inerte, rischia di diventare terreno di contesa invece che attore protagonista.
