17enne risarcita per molestie subite supervisore in JD Sports

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17enne risarcita per molestie subite  supervisore in JD Sports

Questo testo sintetico descrive un caso di molestie sessuali avvenuto in ambito lavorativo, che ha coinvolto una studentessa impiegata part-time in un punto vendita JD Sports a Belfast nel 2024. L’episodio ha portato a una risoluzione risarcitoria e a una revisione delle politiche interne, con l’impegno dell’azienda a prevenire situazioni analoghe in futuro.

molestie sessuali in un negozio jd sports: caso e risoluzione

descrizione dell’incidente e interventi iniziali

Durante un turno, una studentessa di 17 anni è stata schiaffeggiata sul sedere da un supervisore. L’episodio ha sorpreso la vittima per la mancanza di supporto immediato da parte del datore di lavoro. L’azienda ha espresso scuse per il disagio subito e ha annunciato la volontà di collaborare con la Commissione per le Pari Opportunità per l’Irlanda del Nord (ECNI) per riesaminare le politiche interne.

Secondo quanto riferito, la persona coinvolta non è più impiegata dall’azienda. Le telecamere a circuito chiuso hanno documentato l’accaduto nel corso del turno, e al supervisore è stata consentita la continuazione del lavoro al fianco della vittima per il resto della giornata. La vittima ha riferito che l’uomo si è avvicinato ulteriormente a parlare due volte, chiedendole scusa e spiegando che si trattava di una memoria muscolare.

La denuncia per molestie è stata presentata dalla vittima, che ha fornito una dichiarazione scritta ma non è stata formalmente interrogata. È emerso che nonostante la segnalazione, non sono stati organizzati incontri di supporto al suo rientro, né sono stati forniti aggiornamenti sull’indagine o sull’esito. Al ritorno al lavoro non sono stati predisposti incontri di ricongiungimento, e la vittima ha successivamente rassegnato le dimissioni. L’intera situazione è stata descritta come un’escalation di disagio dovute alla gestione interna del caso.

In risposta all’episodio, JD Sports Fashion PLC ha confermato la cessazione del rapporto con la persona coinvolta e ha annunciato misure correttive. L’azienda ha inoltre sottolineato l’impegno a rivedere le proprie politiche e a collaborare con l’ECNI per migliorare la prevenzione e la gestione di episodi simili in futuro.

Nel contesto della vicenda si evidenziano l’importanza del supporto immediato alle vittime e la necessità di una gestione trasparente delle denunce all’interno delle strutture aziendali. L’obiettivo è garantire ambienti di lavoro sicuri, rispettosi e allineati alle normative vigenti.

Figura chiave della vicenda

  • Jayla Boyd
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