Piemonte guida l’internazionalizzazione italiana nel 2024
Il Piemonte ha raggiunto un traguardo significativo nel panorama dell’internazionalizzazione in Italia, evidenziando una crescita costante e robusta. Questo articolo esplora i dettagli di questo successo, analizzando i fattori che hanno contribuito a posizionare la regione ai vertici degli scambi economici e sociali.
il piemonte guida l’internazionalizzazione in italia
Secondo l’indice elaborato da Unioncamere Piemonte, il 2024 segna un anno record per la regione, con un incremento storico nei flussi economici e sociali. Rispetto al 2018, si registra un aumento di oltre 14 punti, mentre rispetto al 2023 si osserva una crescita di circa un punto.
l’indice di internazionalizzazione: focus sul piemonte
L’indice di internazionalizzazione considera sei indicatori fondamentali suddivisi in due aree principali:
- Economica: commercio internazionale, attrattività degli investimenti diretti esteri (IDE) e impiego di lavoro straniero.
- Sociale: popolazione straniera residente, turismo internazionale e formazione internazionale.
Il Piemonte eccelle in entrambe le categorie, con una spinta particolare dall’internazionalizzazione sociale che ha visto un incremento del +3,6% rispetto all’anno precedente. La formazione internazionale ha registrato un aumento del 4,2%, consolidando la presenza di studenti stranieri nelle università piemontesi come uno dei pilastri del successo regionale.
turismo e economia: risultati significativi
Anche il turismo internazionale ha mostrato segnali positivi. Sul fronte economico, il Piemonte si distingue per l’elevata apertura commerciale (indice 110,6) e per l’attrattività verso capitali esteri (IDE a quota 110,3). Nonostante una lieve flessione della componente economica (-0,8% rispetto al 2023), essa rimane comunque superiore alla media nazionale.
piemonte: secondo solo alla lombardia
Nella comparazione tra regioni italiane, il Piemonte si colloca appena dietro la Lombardia ma emerge come leader in settori strategici. In particolare:
- Formazione internazionale: oltre 60 punti percentuali sopra la media italiana.
- Propensione al commercio internazionale: performance elevate confermate dai dati.
- Atrattività degli IDE: continua a mantenere livelli competitivi.
Il settore del turismo presenta margini di miglioramento poiché risulta inferiore alla media nazionale di circa 6 punti.