Maxi sequestro di droga a Firenze: arrestati 50enne e 34enne

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Maxi sequestro di droga a Firenze: arrestati 50enne e 34enne

Un’importante operazione condotta dalla Polizia di Stato in collaborazione con la Polizia Municipale di Firenze ha portato all’arresto di due individui, un cittadino italiano di 50 anni e un cittadino albanese di 34 anni. L’operazione ha comportato il sequestro di una notevole quantità di sostanze stupefacenti, tra cui hashish, marijuana, cocaina, anfetamine ed ecstasy.

Dettagli dell’operazione

Il blitz è avvenuto nella serata del 14 novembre in via Senese. Gli agenti dei Commissariati Rifredi-Peretola e San Giovanni, insieme alla Polizia Municipale, avevano monitorato l’attività sospetta del 50enne, che era stato visto prelevare contante da un istituto bancario. Dopo averlo seguito fino a via Michelucci, gli agenti hanno assistito a uno scambio tra il 50enne e il giovane albanese.

Fermati e perquisizioni

Il cittadino albanese è stato immediatamente fermato e trovato in possesso di quattro bustine contenenti marijuana (per un totale di 16,5 grammi), due telefoni cellulari e 200 euro in contante. Successivamente, anche il 50enne è stato arrestato; nella sua disponibilità sono state rinvenute due bustine di marijuana (5 grammi) e cinque panetti di hashish del peso complessivo di circa 490 grammi.

Scoperta dello stash

La perquisizione dell’abitazione del cittadino italiano ha rivelato una vera e propria centrale dello spaccio: sono stati trovati oltre 2.300 euro in contanti, una macchina per il sottovuoto, tre bilancini e ingenti quantità di stupefacenti. Tra i ritrovamenti figurano:

  • 2,5 kg di hashish
  • 2 kg di marijuana
  • oltre 800 grammi di ecstasy/Mdma
  • 816 grammi di cocaina
  • 613 grammi di anfetamine
  • Ketamina
  • Funghi allucinogeni
  • Presunto Lsd

Sanzioni e procedimenti legali

A seguito delle disposizioni dell’autorità giudiziaria, il cittadino italiano è stato trasferito presso il carcere di Sollicciano mentre l’albanese è stato posto agli arresti domiciliari. Le accuse rimangono da confermare nel corso del processo; entrambi gli indagati sono considerati innocenti fino a prova contraria secondo le normative vigenti.

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