Liliana Resinovich e la vertebra rotta: arriva un indagato
La complessa vicenda di Liliana Resinovich, la cui scomparsa e successivo ritrovamento senza vita a Trieste ha generato numerosi interrogativi, è attualmente oggetto di un’indagine. La frattura della vertebra T2, riscontrata attraverso una TAC sul corpo della donna, ha portato all’apertura di un’inchiesta che vede coinvolto un tecnico anatomico.
indagine su liliana resinovich
Il legale Nicodemo Gentile ha rivelato che Sergio Resinovich, fratello della vittima, è stato riconosciuto come persona offesa nel procedimento. Gentile ha presentato un esposto per richiedere un’analisi dettagliata delle circostanze legate alla morte di Liliana. L’indagine, attualmente in corso, si focalizza su eventi risalenti al 7 maggio 2025. Il tecnico anatomico Giacomo Molinari è l’unico indagato a seguito delle dichiarazioni rese durante quel periodo. Questo sviluppo ha sollevato interrogativi sulla frattura T2, che secondo il legale potrebbe finalmente essere chiarita.
giacomo molinari e il suo ruolo nell’indagine
Giacomo Molinari, intervistato da Il Piccolo, ha negato di essere stato informato riguardo alle indagini a suo carico. Ha affermato di non avere notizie sulla situazione e ha spiegato che la frattura della vertebra di Liliana sarebbe stata causata durante una manovra necessaria per l’autopsia. Secondo Molinari, tale frattura è una pratica comune per preservare l’integrità del corpo del defunto. Conosciuto sui social come Sector Jack, Molinari lavora come freelance nel campo dell’autopsia ed è diventato noto per i suoi contenuti informativi sui processi autoptici.
frattura t2: implicazioni e sviluppi
Sergio Resinovich ha sostenuto che la vertebra T2 fosse già rotta al momento dell’esame condotto da Molinari, definendo le sue affermazioni come infondate. Gentile ha comunicato che un lavoro specialistico coordinato da Vittorio Fineschi e Stefano D’Errico ha confermato la presenza della frattura prima dell’autopsia. Questa scoperta ha riaperto il dibattito sulle cause della morte di Liliana Resinovich, con considerazioni relative al suicidio che la famiglia continua a contestare. L’analisi delle immagini TAC sta influenzando notevolmente le indagini, spostando l’attenzione verso dinamiche più complesse riguardanti il decesso della donna.
Il caso resta in evoluzione costante; gli investigatori sono impegnati a raccogliere evidenze e testimonianze utili per giungere a una conclusione definitiva su questa intricata situazione.
- Liliana Resinovich – vittima
- Sergio Resinovich – fratello
- Nicodemo Gentile – legale
- Giacomo Molinari – tecnico anatomico indagato
- Vittorio Fineschi – specialista coinvolto nell’indagine
- Stefano D’Errico – specialista coinvolto nell’indagine

