Guerra ibrida, il report di Crosetto rivela attacco e necessità di 5mila unità
L’attuale scenario geopolitico presenta sfide significative, come evidenziato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, attraverso un ‘non paper’ che mette in luce la minaccia della guerra ibrida. Questo tipo di conflitto si caratterizza per l’utilizzo di strumenti meno visibili rispetto alle tradizionali armi fisiche, ma con impatti potenzialmente devastanti.
L’allerta sulla guerra ibrida
Il ministro sottolinea che è in corso una guerra continua che colpisce incessantemente le infrastrutture critiche e i servizi essenziali del Paese. Gli obiettivi di questa offensiva includono:
- Infrastrutture critiche
- Centrali decisionali
- Servizi essenziali
- Strutture commerciali
- Industrie e catene di approvvigionamento
- Patrimonio cognitivo delle popolazioni
La crescente intensità degli attacchi pone a rischio la stabilità nazionale, con conseguenze gravi come il collasso dei servizi pubblici e il malfunzionamento delle strutture sanitarie.
La natura degli attacchi ibridi
Gli attacchi sono condotti da attori malevoli, spesso legati a Governi che ignorano il Diritto Internazionale. Questi aggressori sfruttano la vulnerabilità dell'Occidente, consapevoli della tendenza a non reagire. È fondamentale passare da una postura difensiva a una proattiva per affrontare efficacemente queste minacce.
Il ruolo dell’Unione Europea
Le istituzioni europee devono assumere un ruolo centrale nella creazione di strategie comuni contro la guerra ibrida. È necessario:
- Lavorare in sinergia tra Commissione, Consiglio e Parlamento UE.
- Adottare normative per migliorare la sicurezza informatica.
- Contrastare proattivamente la disinformazione.
- Istituire meccanismi permanenti di monitoraggio delle minacce ibride.
Inoltre, investire nell’educazione civica è cruciale per aumentare la consapevolezza dei cittadini.
L’azione concreta da intraprendere
Un aggiornamento normativo urgente è imprescindibile per garantire una Difesa efficace. Tra le misure necessarie vi sono:
- Definire lo Spazio cyber come campo operativo.
- Istituire un’Arma Cyber civile e militare adeguatamente dimensionata.
- Crea una forza iniziale di 1.200–1.500 unità operative disponibili h24.
Queste azioni non sono opzioni; rappresentano condizioni fondamentali per proteggere il Paese e i suoi cittadini dalle minacce ibride in corso.