Amianto in toscana, le critiche di galli sulla nuova proposta di piano
critiche al piano regionale di tutela dall’amianto in toscana
Il nuovo Piano regionale di tutela dall’amianto presentato dalla Toscana ha suscitato forti reazioni, in particolare da parte del consigliere regionale Giovanni Galli della Lega. Secondo Galli, il documento rappresenta un affronto all’intelligenza dei Consiglieri e una risposta insoddisfacente per i malati di tumore maligno causati dall’esposizione all’amianto.
dati preoccupanti sui mesoteliomi in toscana
I dati forniti dal consigliere sono allarmanti: ogni anno si registrano circa 100 nuovi casi di mesotelioma maligno, con un totale di 30.000 lavoratori a rischio nella regione. Dal 1988 al 2023, sono stati documentati ben 2.377 casi di mesotelioma tra i residenti, con un aumento significativo nel tempo – da 35 casi nel 1988 a 104 nel 2016. Di fronte a questa situazione critica, la Giunta regionale ha presentato un piano che appare come una mera ripetizione delle informazioni già fornite nel 2020.
assenza di soluzioni concrete
Il Piano sembra mancare di aggiornamenti significativi e propone solo lo smaltimento dell’amianto tramite discarica o in regioni più attrezzate. Inoltre, non affronta adeguatamente la questione dello smaltimento dell’amianto presente nelle scuole e negli ospedali della Toscana.
problematiche relative alla gestione dell’amianto
Galli sottolinea che il Piano non offre indicazioni chiare su come gestire le quasi due milioni di tonnellate di amianto presenti nella regione. Nonostante le mozioni approvate dal Consiglio contro la riapertura della discarica di Chianni e l’ampliamento della discarica di Montignoso, non ci sono piani concreti per il recupero e la rimozione dell’amianto.
critiche alla pianificazione e agli stanziamenti
L’assenza di una pianificazione adeguata è evidente; il Piano avrebbe dovuto essere approvato entro sei mesi dalla legge del 2013 ma è rimasto incompleto dopo oltre dieci anni. Gli stanziamenti previsti, pari a soli 1,5 milioni, risultano insufficienti per affrontare le necessità urgenti legate alla gestione dell’amianto.
In sintesi:
- Casi annuali di mesoteliomi maligni: circa 100
- Lavoratori a rischio: circa 30.000
- Casi totali registrati dal 1988 al 2023: 2.377
- Piano presentato come copia del precedente senza aggiornamenti significativi
- Stanziamenti previsti: solo 1,5 milioni
- Mancanza di proposte per tecnologie innovative per il recupero dell’amianto