Vigilanza rai, floridia lascia la presidenza: perché questa scelta

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Vigilanza rai, floridia lascia la presidenza: perché questa scelta

Una decisione sofferta ma definita necessaria e inevitabile scuote gli equilibri della commissione parlamentare di Vigilanza Rai. La senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Floridia ha annunciato le proprie dimissioni da presidente della commissione, accompagnando la scelta con un lungo messaggio in cui vengono richiamati blocchi dei lavori, ostacoli alla commissione e una gestione del servizio pubblico descritta come ormai distante dalle funzioni di garanzia.

dimissioni barbara floridia dalla presidenza della commissione vigilanza rai

Barbara Floridia ha comunicato la consegna formale delle dimissioni ai presidenti del Senato e della Camera. Nel testo viene sottolineato che la decisione nasce dalla presa d’atto dell’impossibilità di incidere attraverso la permanenza in carica e la denuncia.

Floridia afferma che non avrebbe più senso presiedere una commissione svuotata delle proprie funzioni, ritenuta tenuta in vita dalla maggioranza soltanto per fornire, secondo la sua ricostruzione, una copertura simbolica a scelte adottate altrove, dal governo, a carico di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone.

ostaggi istituzionali e stop ai lavori della commissione

Nel messaggio viene richiamata l’idea che un organo di garanzia sia stato mantenuto in una condizione di stallo “in ostaggio di chi governa”. La presidente dimissionaria lega questa situazione a un peggioramento generale del contesto, indicando una commissione non messa nelle condizioni di svolgere i compiti ordinari e regolari.

Floridia sostiene che da quasi due anni le forze che sostengono il governo impediscano deliberatamente il normale svolgimento dei lavori, affermando che ciò avvenga perché le opposizioni non si sarebbero piegate a votare la candidata della maggioranza alla presidenza della Rai.

blocco per ricatto, non per divergenze sul merito

La senatrice precisa che, secondo la sua ricostruzione, il blocco sarebbe sistematico e esteso per ragioni istituzionali, non per divergenze sul merito delle questioni. La motivazione attribuita è collegata a un ricatto, con la commissione di Vigilanza descritta come oggetto di boicottaggio continuo.

media freedom act e urgenza di un adeguamento

Accanto alla denuncia sul funzionamento della commissione, nel testo viene richiamata anche un’attenzione alle scadenze normative. Floridia riferisce che incombe un’infrazione per il mancato adeguamento a un regolamento europeo vincolante per l’Italia, identificato come Media Freedom Act, in vigore da ormai un anno senza, secondo il suo racconto, l’attuazione da parte della maggioranza.

audizioni negate e conseguenze sul servizio pubblico

La senatrice afferma che, nel frattempo, sarebbe emerso uno “spettacolo desolante” nella storia recente del servizio pubblico, accompagnato dall’impossibilità di dare seguito a richieste di audizioni e chiarimenti. Secondo il testo, non sarebbe stata fornita risposta a queste istanze, in un quadro in cui la gestione della Rai viene descritta come premiata quasi esclusivamente sull’appartenenza politica, con effetti negativi sul merito, sulla qualità, sull’indipendenza e persino sulla sostenibilità economica delle scelte editoriali.

marginalizzazione dei professionisti e programmi trasformati in fallimenti

Floridia sostiene di essere rimasta colpita nel vedere professioniste e professionisti che, secondo la sua narrazione, tengono in piedi la missione del servizio pubblico con competenza, dignità e schiena dritta messi ai margini, isolati e umiliati, sottoposti a pressioni continue definite inaccettabili.

Nel messaggio vengono citati anche casi di percorsi premiati con “tappeti rossi” e “ponti d’oro” per programmi che, afferma la senatrice, si sarebbero trasformati in clamorosi fallimenti. La chiusura di questo passaggio insiste sul fatto che, nei palinsesti successivi, tali scelte verrebbero confermate.

ultimo anno di legislatura e diritto dei cittadini a essere informati

La senatrice dichiara di non voler trascorrere l’ultimo anno della legislatura assistendo, in posizione di impotenza, a richieste di audizioni delle opposizioni definite “sistematicamente bocciate”. Nel testo viene posto l’accento sul valore del diritto dei cittadini a ricevere informazioni liberamente e non manipolate.

dimissioni come atto di libertà e denuncia

Floridia specifica che le dimissioni non sarebbero una resa, ma un atto di libertà e di denuncia. La motivazione centrale viene collegata alla volontà di difendere il diritto all’informazione libera e alla segnalazione di quanto accaduto nella commissione di Vigilanza, indicato come un pericoloso precedente che non può essere sottovalutato.

La senatrice conclude definendo quanto avvenuto come una ferita istituzionale che colpirebbe la democrazia e le istituzioni, con l’impegno di rimarginare la frattura attraverso un dovere e una responsabilità collettiva.

personaggi menzionati

  • Barbara Floridia

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